A.A.A. Ambientalisti cercansi a Ragusa

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Quelle sul verde agricolo sono state le battaglie di un’intera ‘epoca’, quella della sindacatura Dipasquale, quando Peep e costruzioni in zona agricola hanno vomitato sulle nostre campagne milioni di metri cubi di cemento. In ogni angolo possibile, sono spuntati palazzi come funghi.

E Legambiente c’è andata giù duro, con comunicati, denunce, manifestazioni di ogni tipo. Anni di roventi polemiche.

E ora che in aula si parla della modifica dell’articolo 48 che nei fatti mira a stoppare il cemento in zona agricola e le ricerche di petrolio? Zitti, nessuno si fa vedere. Nè una nota, nè una presenza in aula. Nulla, assolutamente nulla.

Inspiegabile? Forse sì, forse no. Perchè qualcuno vuol leggere dietro un atto ‘politico’ dietro questo disinteresse. Lo stesso silenzio che nei giorni di ‘fuoco’, quando il Comune doveva dare il parere (anche se non vincolante) per iniziare i lavori di ricerca della Irminio, si era registrato proprio da parte degli ambientalisti. Quando i lavoratori del comparto estrattivo presidiavano (in maniera assolutamente democratica, va ribadito) Palazzo dell’Aquila, non un sit int, un intervento degli ambientalisti a sostegno della tesi del ‘no’ alle trivelle. Quando si sono rivisti? Poche ore dopo il parere positivo del dirigente (poi confermato dalla Regione). Un durissimo attacco di Legambiente alla giunta guidata da Piccitto. I fatti sono ben noti: il Tar ha confermato la correttezza dell’operato del Comune dopo che gli stessi ambientalisti avevano fatto ricorso contro il parere del dirigente.

E adesso? Silenzio di nuovo. Che siano pronti a intervenire, in caso di modifiche (e di ammorbidimento), come probabilmente avverrà, dell’attuale formulazione dell’articolo 48 che rischierebbe, rimanendo esattamente così com’è, di dar vita a una serie di ricorsi (essendo stato approvato nel frattempo il piano paesaggistico in maniera definitiva)?

E intanto si registra un fatto inedito. Tutte insieme, le opposizione, ma proprio tutte, inclusi anche Partecipiamo e Città. 

L’assist viene da una formulazione della delibera di giunta ‘sorpassata’ dall’approvazione del piano paesaggistico (in data 13 maggio). Ma il vero ‘motore’ della reunion delle opposizioni è Maurizio Tumino, non troppo ambientalista, ma sicuramente esperto della materia.

Ecco la ‘carta’ di Tumino, sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione:

“I gruppi consiliari INSIEME, PARTECIPIAMO, CITTÀ, PD, LAB 2.0, MOVIMENTO CIVICO IBLEO tenuto conto che ieri in seduta d’aula è emerso che la delibera di Giunta Municipale inerente la variante all’art.48 del piano regolatore generale conteneva una serie di refusi nonché un richiamo nella parte delle motivazioni già superato dall’approvazione del Piano paesaggistico della Provincia di Ragusa e prescrizioni generalizzate a nuove attività estrattive nel territorio comunale in contrasto con la vigente normativa e passibili di inevitabile contenzioso a danno del Comune invitano il Sindaco Piccitto a ritirare il provvedimento e a riformularlo, nel più breve tempo possibile, correggendolo nelle parti superate ed adeguandolo ai disposti normativi di settore”. 

Ritirare e riformulare, leggasi: tempi lunghi. Nel frattempo Piccitto perde ancora pezzi, e la spinta ambientalista va ‘a carte 48’. 

Nella maggioranza sopravvissuta al processo di disgregazione interno, non è difficile capirlo, c’è chi forse lo vuole meno agguerrito quel testo anti cementificazione. Una posizione mediana. Oggi in aula va il maxi emendamento dell’amministrazione. Ne vedremo delle belle?