Provincia di Ragusa prima per aumento della cassa integrazione speciale

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Con 412 mila ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria, speciale e in deroga, nei primi 7 mesi dell’anno in corso, Ragusa si attesta al quinto posto tra le province italiane con gli incrementi più significativi per interventi Inps.

Il periodo che prende in esame il settimo rapporto Uil per primi sette mesi del 2016, confrontato con il medesimo del 2015, mostra una riduzione sensibile delle ore di cassa integrazione in regime ordinario, a fronte di un aumento smisurato (193.000 ore, +5.417%)) per quella straordinaria. La cassa in deroga è anch’essa in aumento rispetto al 2015, con incrementi del 216%.

Ragusa, dunque, è prima in Italia per crescita ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate dall’Inps da gennaio a luglio 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015. Ricordiamo che la cassa speciale spetta nei casi di ristrutturazione, riorganizzazione, riconversione aziendale e crisi aziendale, solo quando sussistano prospettive di continuazione o di ripresa dell’attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione. Dunque la Cigs interviene per far fronte a una crisi strutturata dell’azienda.

A illustrare il dato è Giuseppe Scarpata, della Uiltec Ragusa.

Tra giugno e luglio, in provincia, si assiste ad una vistosa contrazione della cassa integrazione ordinaria nell’industria, nell’edilizia così come nell’artigianato. Sembrerebbe invece il commercio il settore che, più di tutti, registra ancora difficoltà legate a un mercato sempre più volatile, imprevedibile.

Un calo, quello delle ore autorizzate per la gestione ordinaria e in deroga, strettamente fisiologico e riconducibile al periodo estivo. Difficile, viceversa, sostenere che la riduzione di richieste di cassa integrazione ordinaria sia attribuibile ad una ripresa del tessuto produttivo ed industriale del territorio o a una maggiore responsabilizzazione delle imprese nell’utilizzo dello strumento di sostegno al reddito per i propri addetti. Quel che possiamo affermare, piuttosto, è che grazie allo specifico ammortizzatore sociale sono stati salvati in provincia alcune centinaia (200, almeno) di posti di lavoro.

I dati risentono certamente della riforma dell’istituto della Cig, iniziata con la Legge 92/12 che ha previsto la completa scomparsa della cassa in deroga dal prossimo gennaio 2017, con forte contrazione dei tempi di richiesta e delle risorse disponibili, sia di quella più recente contenuta nel Jobs Act.

L’effetto ‘restrittivo’ dei nuovi criteri di autorizzazione Inps, sia per la cassa ordinaria che per quella straordinaria, è stata un’arma dal taglio doppio che penalizza aziende e lavoratori. Infatti, con il Jobs Act non solo si limita la durata temporale della cassa integrazione (massimo 2 anni per cigo e cigs), restringendo anche i parametri che consentono l’autorizzazione, ma la cosa che ci preoccupa e non poco è che il costo del lavoro aumenta per le imprese in maniera significativa –per congiunture avverse, anche temporanee- con il rischio che, in molti casi, le aziende trovandosi in difficoltà per i nuovi criteri di attribuzione degli ammortizzatori sociali da parte dell’Inps, in periodi di crisi, anche transitorie, optino per la scorciatoia della riduzione del personale”.