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Auto rubate e fatte a pezzi. I ricambi poi venduti su internet: cinque arresti

Sono migliaia le parti di carrozzeria rinvenute e riconducibili a 43 vetture rubate, che venivano poste in vendita su alcuni siti. Un danno da 500mila euro

polstrada

Dalle prime ore della giornata odierna, personale della Polizia Stradale di Ragusa ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Gip di Ragusa, su richiesta della Procura della Repubblica di Ragusa, nei confronti di cinque persone, residenti a Catania, Siracusa e Ragusa, tutte facenti parte di un sodalizio criminale dedito alla ricettazione ed al riciclaggio di vetture in tutto il territorio nazionale.

Per un altro indagato, incensurato, è stato disposto l’obbligo di firma.

Sono centinaia di migliaia le parti di carrozzeria rinvenute e riconducibili a 43 vetture rubate, che venivano poste in vendita attraverso la rete Internet.

Questi i ‘numeri’ dell’operazione illustrati questa mattina in Questura: 

otto indagati, cinque dei quali posti agli arresti domiciliari e uno all’obbligo di firma. Sei abitazioni, due negozi di ricambi e tre magazzini perquisiti. Sequestrate parti meccaniche e di carrozzeria di 43 auto rubate tra il 2015 e il 2016: 37 nel Catanese, cinque nel Siracusano e una nel Barese, per un valore complessivo delle vetture stimato in circa 500.000 euro.

Il giro di affari del sodalizio criminale si aggirava sui 25.000 euro mensili.  Sono 3.800 gli annunci di vendita ricambi «postati» sui siti più importanti di vendita online. La consegna avveniva con corrieri di ditte completamente all’oscuro della vicenda. Fino a Novara era stato venduto il motore di una Fiat 500, mentre richieste arrivavano anche dal Belgio, come ha chiarito il dirigente della Polstrada, Gaetano Di Mauro.