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‘Da un miserere alla gloria’. Quando sono i giovani a raccontarci la storia

Appena qualche spezzone, appena un aperitivo per stuzzicare la ricerca ulteriore, personale, che sull'argomento non sarebbe mai abbastanza

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Chi non è stato presente (anche se di gente ce n’era un bel po’)  ha molto da farsi perdonare. Per tanti motivi. Perché al teatro della Badia, un gioiellino recuperato da Maurizio Nicastro dopo anni di abbandono, i giovani hanno fatto rivivere un pezzo di storia, di quel terremoto del 1693 che distrusse il Val di Noto e della tenacia dei suoi abitanti nel ricostruirlo.

La storia di una città che, mal comune nell’era delle info ‘tuitterate’, attende, curiosa e rassegnata al tempo stesso, negli archivi della memoria. 

Bene ha fatto Stefano Vaccaro, con un’efficace opera di ricerca e di selezione, a raccogliere qualche documento per raccontarci di quando, alla vigilia del secolo dei Lumi, il mondo finì per mezza Sicilia. L’apocalisse e la rinascita. Appena qualche spezzone, appena un aperitivo per stuzzicare la ricerca ulteriore, personale, che sull’argomento non sarebbe mai abbastanza. 

Bravissimi gli ideatori, Stefano Vaccaro e Carla Difranco. Bravissimi tutti: voce narrante Isabella Papiro. Letture e teatralizzazioni: Giulia Bombaci, Matteo Bracchitta, Michale Cabibbo, Fernando e Giosè Chessari. Musiche tradizionali iblee a cura di Gianfranco Chessari e Carmela Cascone, danza di Stefania Mallia e Arianna Occhipinti.

Anche quest’anno l’evento è stato organizzato da Youpolis, affiancata da Sudtourism. Sul palco, per il saluto, l’assessore Gianluca Leggio. E i due giovani rappresentanti delle associazioni citate: Simone Digrandi e Giovanni Gurrieri.

L’11 gennaio eventi a Ragusa e a Ibla. Nel quartiere barocco dinanzi al portale di San Giorgio, con le scuole. Poi le sante messe, in ricordo delle migliaia di vittime di quella catastrofe.