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Comiso città-teatro

Gesualdo Bufalino ha definito la sua Comiso città-teatro, e non solo per la scenografia del proporsi del sito, bensì, e ancor più, perché è spazio condiviso a vissuto, palcoscenico vivo, dove non sai se sottolineare di più i ritmi delle strutture architettoniche di siffatta incantevole città della pietra, o il persistere di un umano arcaico e moderno ad un tempo

comiso

Comiso è una città-teatro, un carro di Tespi ambulante, arenatosi, come una paranza di Donnalucata, sul primo dosso asciutto che s’è trovato davanti”. Gesualdo Bufalino ha definito la sua Comiso città-teatro, e non solo per la scenografia del proporsi del sito, bensì, e ancor più, perché è spazio condiviso a vissuto, palcoscenico vivo, dove non sai se sottolineare di più i ritmi delle strutture architettoniche di siffatta incantevole città della pietra, o il persistere di un umano arcaico e moderno ad un tempo. Un teatro che vale la pena essere visitato e vissuto. La città di Comiso ha inoltre, origini antichissime. Basti pensare che nella zona collinare che incornicia il centro urbano, sono state ritrovate testimonianze di insediamenti risalenti all’epoca neolitica. Testimonianze anche per quanto riguarda la presenza dei romani, dei bizantini e degli spagnoli. Proprio per questo coacervo di culture e di tradizioni, Comiso è un gioiello di storia, di cultura e di architettura che va dalla terma romana, alla chiesa di San Francesco all’Immacolata risalente alla fine del ‘300, alle chiese seicentesche e tardo barocche. Oggi è più semplice raggiungere la città, grazie a due importanti opere realizzate nell’arco di un decennio: l’aeroporto di Comiso, e il porto turistico di Marina di Ragusa, oggi meta di turisti marittimi e diportisti che arrivano da tutta Europa. L’aeroporto di Comiso, ha anch’esso una lunga storia che risale al periodo pre bellico della seconda guerra mondiale.

L’aeroporto venne progettato durante il ventennio fascista, fu realizzato fra il 1937 ed il 1939 e fu intitolato al generale di brigata aerea Vincenzo Magliocco, palermitano, morto durante la guerra d’Etiopia nel 1936. Durante la seconda guerra mondiale fu utilizzato dalla Regia Aeronautica come una delle basi principali per gli attacchi italiani su Malta e contro le navi della Royal Navy stanziate nel Mediterraneo. Il 26 maggio ed il 17 giugno 1943, poco prima dello sbarco in Sicilia (operazione Husky), l’aeroporto subì pesanti bombardamenti che resero la pista inutilizzabile. L’11 luglio dello stesso anno l’aeroporto fu occupato dalle forze alleate, che ne ripararono la pista per utilizzare lo scalo per le loro operazioni di supporto. Ricostruito e potenziato nel dopoguerra come base militare per il 41º Stormo di Catania sino al 1973, con una pista che arrivò ad avere una lunghezza di 1740 m, l’aeroporto venne aperto al traffico civile con un volo di linea per Catania, operato dalla LAI – Linee Aeree Italiane. Dal 1965 fino al novembre del 1972 vennero ripresi i voli civili, a cura dell’ATI, con voli Catania-Comiso e Palermo-Comiso. Il 19 agosto 1981, il Governo Spadolini designò l’aeroporto, in quel momento non attivo, come Base militare NATO. Fra gli anni 1983 e il 1988, esso fu quindi interessato da una notevole mole d’investimenti per la realizzazione della gran parte delle infrastrutture oggi esistenti, progettate anche per lo stoccaggio di testate nucleari. Con i 112 missili Cruise, operativi a partire dal 30 giugno 1983, sarà una delle principali basi della Nato nel sud Europa durante la guerra fredda. Successivamente, e con il venir meno delle esigenze di difesa dopo il crollo del blocco sovietico, la base militare perse d’importanza e venne progressivamente ridimensionata (il 26 marzo del 1991 viene rimossa l’ultima batteria di missili Cruise), sino ad essere definitivamente chiusa alla fine degli anni novanta del XX secolo. Tutt’oggi, sulla parte sud della pista sono ancora visibili i bunker che accolsero le testate nucleari americane. Nel 1999, quella che ormai era la ex-base Nato, durante la Missione Arcobaleno fu riutilizzata per accogliere ed alloggiare circa cinquemila Kossovari nel corso della guerra della ex-Iugoslavia, in quelli che erano stati gli alloggi dei soldati americani di stanza al Magliocco durante la guerra fredda.

Oggi, la struttura intitolata a “ Pio LaTorre”,   è dotata di una pista in asfalto lunga 2 538 metri e larga 45 metri, l’altitudine è di 230 m /756 ft, l’orientamento della pista è 05-23, la frequenza radio 125.275 MHz per la torre, circuito normale. L’aeroporto è gestito da Società Aeroporto Comiso ( S.O.A.C.O) ed è aperto al traffico nazionale ed internazionale. L’aeroporto, è stato inserito nel piano regionale del trasporto aereo siciliano, che prevede la costituzione di due poli aeronautici: quello occidentale, costituito dagli aeroporti di Palermo e Trapani e quello orientale, rappresentato dagli scali di Catania e Comiso. L’aeroporto è stato aperto al traffico civile il 30 maggio 2013.l nuovo aeroporto di Comiso è nato dalla  collaborazione istituzionale fra l’Enac, la Regione Siciliana e il Comune di Comiso. Il finanziamento dell’opera, per un importo complessivo pari a 47.407.976,73 euro, venne approvato con delibera del CIPE n.36 del 3 maggio 2002 e successivamente con decreto n.368/Serv.2 del 28 maggio 2004 del Dipartimento Trasporti della Regione Siciliana. I lavori iniziarono il 23 ottobre 2004 ed andarono speditamente fino al completamento della parte air-side nell’aprile del 2007. Il progetto di ricostruzione dell’aeroporto ha permesso la realizzazione di una nuova pista lunga 2.538 metri.


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