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“La Città distrutta”. Breve storia triste di un museo archeologico regionale

Le foto non mentono. La nota ancora più dolente, è la netta sensazione che il Museo sia sparito anche dall’immaginario collettivo

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Il turismo è in crescita nella provincia di Ragusa. I numeri sono difficili da smentire perché la matematica non è un’opinione. Quindi va tutto bene. B&B prenotati per la summer 2017, locali pieni nei week and, località balneari che già pullulano di stranieri “trafitti da un raggio di sole”. Non parliamo poi della presenza della nostra provincia nelle varie fiere del turismo internazionali. Un incoming perfetto. Ma per noi che cerchiamo “il pelo nell’uovo”, qualcosa non va.

In giro per la nostra meravigliosa costa iblea alla ricerca di siti che non siano gli stereotipati sole e spiagge, ci siamo imbattuti nel Museo Archeologico Regionale di Kamarina che, fino a qualche tempo fa, era uno dei fiori all’occhiello della nostra zona. Generazioni di studenti hanno solcato, almeno una volta nella loro carriera scolastica, i viottoli dell’Agorà di Kasmene. Pullman pieni di turisti facevano tappa lì. Ecco invece come si presenta oggi, maggio 2017, il sito archeologico di pertinenza regionale.

Nemmeno le foto mentono. La nota ancora più dolente, è la netta sensazione che il Museo sia sparito anche dall’immaginario collettivo. Ma siamo sicuri che ci sarà una spiegazione: non ci sono soldi per rianimare questo che era annoverato tra i siti di maggiore importanza. Intanto godiamoci le foto della “città distrutta”.