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“I nostri figli e le nostre figlie devono smettere di chiedere il permesso di esistere”

In occasione della Giornata mondiale contro l'omofobia, Anna Battaglia, referente di Agedo ha proposto una riflessione molto bella

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In occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia, Anna Battaglia, referente di Agedo (l’associazione genitori di omosessuali), ha proposto una riflessione molto bella, che proponiamo integralmente:

“I nostri figli e le nostre figlie devono smettere di chiedere il permesso di esistere. I nostri figli e le nostre figlie devono poter vivere la propria libertà di amare, nella sua interezza, attimo dopo attimo.

I nostri figli e le nostre figlie devono smettere di percepirsi come persone dallo sguardo ferito e avere più coraggio. E il coraggio dobbiamo essere proprio noi genitori a darglielo. Noi genitori li chiamiamo alla vita alla loro vita, ma cammin facendo ce lo scordiamo e se non sono come le nostre aspettative ci crolla il mondo addosso, e arriviamo a negarli a cancellare un aspetto fondamentale del loro essere: la loro affettività. Noi genitori diciamo parole che feriscono anzi che ammazzano questi figli e queste figlie quando con cuore aperto ci dicono la loro verità. Noi genitori chiudiamo la porta del nostro cuore incardiniamo il sentimento primordiale dell’amore incondizionato genitoriale per lasciarci avvolgere dal perbenismo, dai condizionamenti di una cultura ottusa, dai pregiudizi sessuofobi. Noi genitori per primi dobbiamo liberarci da questa sottile omofobia che permea le nostre azioni quando chiediamo ai nostri figli e alle nostre figlie che non vogliamo sapere niente dei loro innamoramenti, che non vogliamo conoscere la persona che amano, che durante le feste che vedono raccolta tutta la famiglia devono essere da soli che del loro orientamento sessuale devono tacere. Noi credenti dobbiamo liberarci da quell’infida omofobia che ci fa dire che la persona omosessuale è un abominio, quell’infida omofobia che infanga il messaggio evangelico Ama il prossimo come te stesso ed esclude la misericordia.

Noi insegnanti, dirigenti, educatori dobbiamo liberarci da quella latente omofobia che ci blocca nel portare nelle nostre scuole progetti di educazione all’affettività e al rispetto delle varie diversità di genere. Noi cittadini e politici dobbiamo liberarci da quella patina di omofobia che ci fa dire “Ho tanti amici gay “ … ma no assolutamente il matrimonio egualitario, no assolutamente la stepchild adoption, no la legge contro l’omofobia perché non sono più libero di dire il mio pensiero. Ma è libertà di pensiero offendere con le parole, istigare all’odio, usare violenza verso persone che manifestano i loro sentimenti? Nessun – diceva Mandela – è nato odiando qualcun altro per il colore della pelle o il suo ambiente sociale per la sua religione – e io aggiungo per il suo orientamento sessuale o la sua identità di genere -. Le persone odiano perché hanno imparato ad odiare e se possono imparare ad odiare possono anche imparare ad amare perché l’amore arriva in modo più naturale nel cuore umano che il suo opposto”.