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Festiwall, la terza edizione parte con un ‘assaggio’ a Marina di Ragusa

La terza edizione del festival di arte pubblica di Ragusa - che si terrà dal 24 al 30 settembre, è stata presentata sabato con un’importante preview

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2La terza edizione di FestiWall – il festival di arte pubblica di Ragusa – che si terrà dal 24 al 30 settembre, è stata presentata con un’importante preview sabato 5 agosto a Marina di Ragusa. Il primo artista ad intervenire sul territorio ragusano è stato il valenciano Dulk, uno dei protagonisti più visionari del panorama della Street Art internazionale, che con il suo murale “Lost & Found”, realizzato in Piazza Torre, ha lanciato un grido d’allarme sui tragici effetti della corruzione ambientale e le sue inevitabili conseguenze.

Nel cuore della movida estiva ragusana l’artista spagnolo, con il suo stile unico, surreale ed elegante, racconta di un fantastico martin pescatore, uccello tipico dei fiumi europei, che, costretto a fuggire dal suo habitat a causa della siccità, si ritrova in una delle zone marittime più calde del continente. Purtroppo, la sua fine è la stessa di molti uccelli del nostro pianeta, la loro condizione è la prova che ci sono ancora molti fattori che minacciano la conservazione della biodiversità di queste specie e degli ecosistemi in cui vivono.

L’evento precede di qualche settimana l’apertura dei lavori del festival, che quest’anno si svolgerà a Ragusa, nel centro storico della città.

Se nelle prime due edizioni il festival si è rivolto alle aree di più recente costruzione, prima al nuovo centro cittadino e poi alla zona popolare del quartiere selvaggio, questa volta si concentra su un tema critico fondamentale della città di Ragusa: lo spopolamento del centro storico e le sue ricadute sull’area urbana.

Una serie di pianificazioni politiche poco lungimiranti hanno fatto sì che oggi il centro storico di Ragusa, nonostante la bellezza architettonica e la naturale funzione sociale, risulti per lo più disabitato. La disponibilità di alloggi non ristrutturati e a basso costo ha favorito il ripopolamento di quest’area da parte di famiglie meno abbienti, spesso migranti, innescando una deriva ghettizzante che rende necessaria una riflessione condivisa. Continua così il focus sul territorio che da sempre è caratteristica di successo del festival.

L’arte urbana compone una mappa, disegna un nuovo paesaggio, rimette in moto pratiche positive per la cittadinanza. Come affermano Vincenzo Cascone e Antonio Sortino dell’Associazione Culturale Pandora, ideatori e curatori del progetto: «la collocazione delle opere d’arte all’interno del tessuto urbano del centro storico vuole stimolare il dialogo e il confronto di tutti i residenti, senza alcuna distinzione di sorta, per favorire una rinascita di questo importante quartiere della città».