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Sequestro di beni a Roberto Distefano, il legale precisa alcune questioni

L'avvocato Gulino chiarisce, tra l'altro, che Distefano, per l'episodio dell'incendio dell'immobile di un altro imprenditore di pompe funebri, fu assolto

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Il legale di Sebastiano (detto Roberto) Distefano e della sua famiglia, l’avvocato Gianluca Gulino, precisa alcune questioni relative al sequestro della Direzione distrettuale antimafia. 

“È senza dubbio vero che Distefano Sebastiano è stato raggiunto da provvedimento di sequestro nell’ambito di una proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca. Trattasi, però, appunto, di proposta che formerà oggetto di successiva valutazione da parte del Tribunale (l’udienza è fissata per il prossimo 1° dicembre).

È vero che egli è stato tratto di arresto, nel luglio del 2009, con l’accusa di danneggiamento a seguito di incendio di un bene immobile di proprietà di Spatuzza Giovanni, anch’egli imprenditore di pompe funebri del ragusano, ma è altresì vero che Distefano Sebastiano è stato assolto da tale accusa con sentenza oramai passata in giudicato.

Quanto al suo coinvolgimento in un’inchiesta in materia di stupefacenti, va – anzitutto – precisato che tale indagine riguardava fatti relativi all’ottobre del 1999, ossia a più di diciassette anni or sono, che trattavasi di stupefacente c.d. “leggero” (marijuana) in quantità non ingente e che, cosa che più importa, in relazione a tali fatti non si è neppure giunti ad una sentenza di secondo grado, poiché essi sono stati dichiarati prescritti dalla Corte di appello di Palermo con sentenza del 19.1.2015.

Va, inoltre, precisato che, con sentenza del Tribunale di Ragusa del 19.6.2015 (irrevocabile il 5.10.2015), il Distefano Sebastiano è stato assolto dal reato di cosiddetta evasione fiscale per gli anni 2006-2009 con la formula “perché il fatto non sussiste”.

Non è il tempo né la sede per procedere a stime corrette dei beni e dei redditi di cui all’odierno sequestro, ma deve evidenziarsi che, delle sei società facenti presuntivamente capo al mio cliente ed oggetto della misura cautelare, quella avente ad oggetto la ristorazione, è ferma al mero atto costitutivo: non ha mai operato e non possiede alcun bene immobile e/o strumentale; parimenti non operativa è quella avente ad oggetto la gestione di parcheggi; una terza società altro non è che una onlus; inattive, infine, sono due imprese individuali, aventi quale scopo sociale le onoranze funebri e le attività connesse”.