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Marina pronta per la ‘secessione’? Intanto torniamo a chiamarla Mazzarelli

Il Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Filippo Spadola, ha presentato un atto di Indirizzo per ripristinare il nome originario della frazione

Immagine tratta da Wikipedia

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Il Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle, Filippo Spadola, ha presentato un Atto di Indirizzo per impegnare l’amministrazione ad avviare le procedure giuridiche e tecniche per il ripristino del nome originario della frazione marinara da Marina di Ragusa a Mazzarelli.

Il nome di Marina di Ragusa fu proposto dal Podestà dr. Salvatore Spadola, nell’agosto del 1927, ritenendo che la frazione fosse un’appendice del Comune capoluogo e che la nuova denominazione fosse più attinente al ruolo di luogo di villeggiatura della cittadinanza.

Quanto disposto dal Podestà fu sancito da Vittorio Emanuele III con decreto del 15 marzo 1928.

Circa novanta anni dopo, un altro dr. Spadola, Filippo, Consigliere Comunale ritiene opportuno restituire il nome originale alla borgata, tenuto conto che il nome Marina di Ragusa non ha nessuna valenza storico-culturale.

Il nome Mazzarelli circola fra gli habitué di quella che è diventata la stazione balneare più rinomata della costa mediterranea della Sicilia, diretta concorrente delle spiagge più ricercate dell’isola.

Non solo la denominazione in dialetto locale, ‘Mazzareddi’, riporta al toponimo originale, ma il vecchio nome è spesso usato dai numerosi turisti e villeggianti che la frequentano

Una proposta da prendere in considerazione, tenuto conto che la frazione potrebbe ambire anche a diventare Comune della provincia, considerata la sua espansione territoriale e lo sviluppo socio economico che la distinguono da tante altre frazioni.

Una proposta che, naturalmente, ha raccolto già numerosi consensi e che il dr Spadola lancia tenuto conto anche dei dati storici che motivano l’atto di indirizzo.

Dati che lo stesso proponente estende nell’atto di indirizzo, con dovizia di particolari e di riferimenti storici.

Il nome Mazzarelli veniva utilizzato fin dall’antichità, il toponimo è riportato in numerosi reperti cartografici storici della Sicilia e altrettante mappe geografiche, a partire dal 1589 fino al 1812.

Già alla fine del ‘700, all’interno del feudo Gaddimeli – Mazzarelli, della famiglia Arezzi di San Filippo, viene riconosciuto un piccolo centro abitato come borgo ‘Mazzarelli’.

A metà dell’‘800 ci sono fabbricati storicamente riconosciuti, in parte ancora esistenti: numerosi magazzini, principalmente usati per lo stoccaggio di frumento, carrube, semi di lino e cotone, la ‘Camparia’ destinata alla lavorazione del pesce e al deposito e riparazione delle reti da pesca, la storica torre di vedetta, ancora esistente, la costruzione più antica della frazione, un piccolo approdo marinaro, un pozzo, una panetteria, l’antica chiesa sita accanto alla torre.

Filippo Spadola ricorda che nel 1843 vennero censiti 60 abitanti con cognomi di chiara origine ragusana, mentre era iniziata la costruzione della rotabile Ragusa – Mazzarelli, importante via di comunicazione utilizzata per trasportare asfalto e pietra grezza proveniente dalle miniere di Ragusa, prodotti assai richiesti in tutto il mondo, nei primi dell’ ‘900.

Alla fine del diciannovesimo secolo, dopo che già nel 1850 si raggiungeva il numero di 200 abitanti, fu approvato un piano regolatore, che prevedeva un ampliamento del villaggio di Mazzarelli, con numerose case di abitazione, mentre venivano istituiti il servizio di nettezza urbana, la scuola elementare, la guardia municipale.

Già nel 1900 si registravano 72 nuclei familiari, con 393 individui. Nel 1920 fu dato sviluppo alla vocazione balneare della frazione con l’insediamento dei primi stabilimenti balneari.

Tra il 1915 e il 1924, quando si contavano circa 1.000 abitanti, venne inaugurata la farmacia e fu consacrata la Chiesa dedicata a Santa Maria di Portosalvo.

Una storia che nasce e si sviluppa con il nome di Mazzarelli, particolare che dà valenza all’iniziativa consiliare e restituisce identità storica alla frazione, proposta che, riteniamo, non possa che essere accolta con particolare condivisone, anche al di fuori del civico consesso.