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Disavventura nella pineta di Chiaramonte: “I cacciatori sparavano a pochi metri da noi”

Due ragusani sono stati sfiorati dai pallini di piombo, passati sopra le loro teste. L'amministrazione comunale ammette: "C'è un problema di carenza di controlli. Coinvolgeremo la Prefettura e ci appelliamo a polizia provinciale, forestale e associazioni ambientaliste affinché ci diano una mano"

pineta

Brutta disavventura per due ragusani che ieri hanno deciso di trascorrere il pomeriggio all’interno della Pineta di Chiaramonte Gulfi con il proprio cane. Un grave episodio che ha dell’incredibile e che pone seri interrogativi sul modo in cui il discorso sicurezza venga coniugato all’interno dell’area demaniale.

“Siamo arrivati intorno alle 15 – racconta Giovanni – e i primi spari li abbiamo sentiti già mentre mangiavamo nell’area dedicata al ristoro e ai servizi. Non capivamo, però, da dove arrivassero e non abbiamo dato molto peso alla cosa. Verso le 16.30 ci siamo addentrati in uno dei percorsi e li abbiamo sentiti di nuovo. A quel punto abbiamo capito che venivano dalla vallata e, istintivamente, ho urlato di non sparare. La mia voce – afferma – è riecheggiata in tutta la vallata ma, non so se per risposta o perché presi dalla loro battuta di caccia, hanno sparato altri tre colpi uno dopo l‘altro, molto più vicini. A quel punto, intimoriti, siamo tornati indietro e vicino al rifugio non solo abbiamo sentito altri colpi, questa volta molto ravvicinati, ma i pallini di piombo ci sono passati sopra le teste tagliando l’aria. Grazie al cielo nessuno si è fatto male, ma c’è stato un rischio concreto per la nostra incolumità. Allora abbiamo deciso di andare via, velocemente siamo tornati in auto e, nei pressi dell’uscita, ci siamo imbattuti in altre persone che avevano sentito gli spari e che erano visibilmente preoccupati. Noi amiamo la pineta – conclude Giovanni – e pensiamo che sia una riserva di energia per noi e per le future generazioni che va preservata nel migliore dei modi. Intanto, anche se non serve a nulla, sporgerò denuncia contro ignoti. Però mi chiedo: com’è possibile che ieri sia potuta succedere una cosa simile?”.

La domanda di Giovanni l’abbiamo girata direttamente all’amministrazione comunale chiaramontana, che non nasconde la sua preoccupazione. Finora non era mai successo nulla di simile, ma alla luce di questo episodio si valuterà un eventuale coinvolgimento della Prefettura e si lancia un appello a corpo forestale, polizia provinciale e associazioni ambientaliste affinché collaborino alla sicurezza della pineta, soprattutto nel week end.

Quello che succede all’interno di questo meraviglioso polmone verde è gravissimo: nel periodo che va da novembre a gennaio tra i boschi chiaramontani arriva la beccaccia e i cacciatori che altrove non possono cacciarla, perché sanno che è più facile imbattersi nei controlli e nelle sanzioni, vengono a Chiaramonte Gulfi, dove sanno di rischiare molto meno rispetto ad altre zone. Qui si riversano i cacciatori di tutta la provincia e di buona parte della Sicilia, anche della provincia di Messina, e poco importa che la pineta sia interdetta alla caccia, sempre e in ogni angolo: loro arrivano qui, entrano dalla parte alta del bosco e sparano. Il problema c’è e si trascina da tempo. Adesso, per fortuna senza che ci siano stati feriti o, peggio ancora, vittime, chiede a gran voce di essere risolto.