Trasversale Sicula, l’arrivo a Mozia e una certezza: “Sta nascendo una nuova Sicilia”

Dopo oltre 40 giorni di cammino, sono arrivati a Mozia Peppe De Caro, Tano Melfi, l’archeologo Peppe Labisi e il prof. Giovanni Uggeri, Ordinario di topografia antica all’Università La Sapienza di Roma, partiti da Kamarina il 4 ottobre, giorno di San Francesco, sotto una pioggia battente che li ha accompagnati per 48 ore per ripercorrere tutta l’antica trasversale sicula, la strada che, attraverso le regie trazzere, attraversa l’Isola da un capo all’altro.

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Così, dal sogno di quattro amici a costo zero, sta nascendo una rete alla quale stanno aderendo tutti i Comuni, attraversati e non. Da oriente a occidente, da nord a sud, dalla costa all’entroterra, tutti si stanno innamorando di questo progetto partito dal basso. «Basta guardarsi negli occhi per capire chi è trasversale e chi no – dice Peppe De Caro, che racconta come, lungo il cammino, abbiano trovato una statuetta bizantina consegnata al museo di Palikè e una moneta a Grammichele, donata agli archeologi del museo della città – e siamo sempre di più. Siamo arrivati a formare fino a gruppi di 20 persone, una bellissima marea umana che entrava nei piccoli borghi e vi trovava un’accoglienza calorosa, festosa. In ogni comune abbiamo firmato i protocolli d’intesa che sanciscono l’adesione alla rete e che saranno trasformati in delibere che permetteranno ai futuri camminatori di poter mangiare e dormire, in tenda o in apposite strutture, a basso costo. Abbiamo percorso anche 27 km in un giorno, ogni giorno è stato un superare i nostri limiti e a Palazzolo Acreide il sindaco, Carlo Scibetta, ci ha dato perfino le chiavi del palazzo di città per riposare, a dimostrazione del fatto che c’è una fiducia totale”.

Adesso comincia la seconda parte del lavoro, ed è davvero ingente, a cominciare dalla consegna, all’Osservatorio turistico della Regione, della mappatura definitiva con tutto il lavoro fotografico e di documentazione fatto sulle edicole votive, sugli alberi secolari, sulle piante (anche pericolose) e sulle aree a rischio di dissesto idrogeologico incontrati lungo il tragitto. E poi c’è da completare il percorso. “Al momento ci sono gli adesivi – continua De Caro – ma dobbiamo provvedere a completare la mappatura e ad apporre la segnaletica. Il percorso è perfetto, e adesso deve diventare di tutti. Ad ogni camminatore futuro della Trasversale consegneremo la credenziale da far timbrare in ogni comune aderente nel quale si farà tappa. Tutti i comuni che abbiamo attraversato hanno firmato il protocollo d’intesa, e quelli che non l’hanno fatto (Marsala, Alimena, Monterosso Almo, Calatafimi, Trapani) rimedieranno a breve“.

Ad accoglierli, a Mozia, c’erano Nino De Vita, poeta dialettale amico di Sciascia e Bufalino, e amici giunti appositamente da mezza Sicilia. Nelle prossime ore si torna a casa, sempre con la protezione civile a vigilare sul loro cammino e a garantire la loro sicurezza, e con ancora negli occhi tutta la bellezza vista in 42 giorni da trasversali.