Regionali e amministrative, intervista a Stefania Campo che ‘frena’ su Iannucci

Foto di Samuele Cultrera

D: Da qualche giorno siede nel Parlamento Siciliano. Se l’aspettava questo risultato?

R: Si, mi aspettavo un risultato importante ed evidente.

Ovunque, nei mercatini, nei quartieri popolari, fra i piccoli imprenditori, in lungo ed in largo, si percepiva che il Movimento 5 Stelle sarebbe stato concretamente capace di questi grandi numeri. Ovviamente non ero certa di essere fra i 4 candidati eletti della nostra provincia ma certamente sentivo che ci sarebbe stato un risultato straordinario, in termini sia numerici che motivazionali.

D: 3.641 voti su Ragusa, dove il Movimento 5 Stelle ha fatto un boom con 9.216 preferenze. I numeri ci dicono che metà degli elettori ha scelto solo il simbolo e non i candidati. Lei ha avuto, nella sua città, poco più di un voto su tre del totale… Questo dimostra come il Movimento ‘tiri’ molto (a Ragusa e in provincia), ben al di là dei singoli candidati. Che ne pensa?

R: Un voto ogni 2 o 3 elettori è un risultato ottimo! Non dimentichiamoci che bisognava trascrivere il cognome del candidato e che i voti di preferenza in realtà, sommando quelli degli altri, sono stati più di 5.000. E soprattutto va considerato che siamo una forza politica che è cresciuta, da sempre, facendo leva più sulla trasparenza e la chiarezza del programma che sui personalismi dei singoli candidati locali.

La nostra è una battaglia di squadra, è questo che fa la differenza con la partitocrazia tradizionale e con le accozzaglie di liste della destra e della sinistra. Ma ciò che realmente conta è che rispetto al 2012 abbiamo raddoppiato il risultato e siamo indiscutibilmente la prima forza politica a Ragusa, in Sicilia, ed in Italia.

Altresì, senza voler sfuggire al punto di domanda, dico chiaramente che quei 3.641 voti a Ragusa sono tutte preferenze personali ricevute con un preciso mandato, verso un unico senso di marcia: far sì che il Movimento 5 Stelle ragusano venga rappresentato al meglio dentro il Parlamento Siciliano e che il Movimento stesso continui ad amministrare la città di Ragusa anche per i prossimi 5 anni.

D: In ogni competizione elettorale c’è chi ottiene un seggio e chi resta fuori. Pare che qualche malumore post voto ci sia tra i 5 stelle iblei…

R: Non ci sono malumori. Nel Movimento 5 Stelle non c’è tempo per i pettegolezzi o per le dicerie, tutto si risolve nell’arco di tempo di una singola, semplice e circoscritta riunione fra persone perbene, stop. Ora siamo di nuovo in campagna elettorale: ci sono le elezioni nazionali ed anche le amministrative. Da noi conta il programma e si va avanti con la maturità politica di metterlo in atto. Oggi ci sono io, domani ci potrà essere un’altra persona, abbiamo tutti due mandati da poter realizzare, non siamo “professionisti in cerca di lavoro nelle istituzioni” questo significa far parte del Movimento.

Le “delusioni”, e non i malumori, là dove esistano, ritengo siano solo frutto della voglia di continuare ad essere utili alla collettività e al Movimento stesso. Gli altri candidati della Lista 5 Stelle sono già al lavoro per le prossime iniziative e campagne elettorali: Vanessa Ferreri in primis rappresenta, per me, un vero valore aggiunto in termini di visibilità, dedizione ed esperienza, sul territorio e al nostro interno.

D: Tra qualche mese le amministrative. Nel capoluogo, dove lei è stata assessora, c’è da pensare alle candidature. Quanto peseranno quei malumori post Regionali nelle designazioni per il candidato sindaco di Ragusa? E quale sarà il suo ruolo in un percorso per la definizione delle scelte…?

R: Non siamo un partito politico, e non siamo come gli altri, dove le candidature le decide un dirigente, la segreteria regionale o cittadina, gli amministratori uscenti o i deputati di turno. Nel nostro Movimento il “Portavoce” locale è il portavoce di tutti gli iscritti; non sono previsti automatismi o rendite per il lavoro già svolto, non è tollerata alcuna scalata o forma di carriera, c’è esclusivamente “spirito di servizio”. Pertanto, nel caso in cui, in città, si dovessero “registrare” più candidature alla carica di sindaco, queste verranno proposte sulla nostra piattaforma Rousseau per essere votate, e dopo tale passaggio democratico di scelta interna, ovvero fra tutti gli iscritti ragusani al Movimento 5 Stelle, io sosterrò con tutta coerenza il candidato che avrà raccolto il maggior numero di preferenze sulla piattaforma stessa. Noi decidiamo, e votiamo, su “Rousseau”, che a mio avviso rappresenta ad oggi la massima espressione di democrazia che io conosca, diretta ed orizzontale. Le aspirazioni personali sono umanamente legittime ma vanno messe in secondo piano rispetto alle ragioni politiche collettive e all’esplicita volontà dei cittadini elettori che credono nei principi e nella prospettiva di una riconferma del Movimento 5 Stelle alla guida della Città di Ragusa.

Vinceremo se sapremo nuovamente ascoltare la voce dei nostri concittadini.

D: Se lei oggi dovesse dare i voti in pagella all’attuale amministrazione, a quale assessorato darebbe il massimo e quale, di contro, non raggiungerebbe la sufficienza?

R: Non ci sono settori che primeggiano rispetto ad altri, l’Amministrazione la considero unica e con un’unica regia; mi piacerebbe che, i voti li dessero piuttosto i cittadini riconfermando il candidato scelto dal Movimento 5 Stelle alla guida della città. Nel Movimento, all’inizio, si parlava di verifiche periodiche, semestrali, dell’operato dell’Amministrazione e dei Consiglieri. Questo, poi di fatto, non è stato più realizzato; sei mesi di lavoro erano, e sono, veramente pochi per valutare l’attività politica di una persona ma un arco di cinque anni sono invece un tempo sufficiente per riaffidare ai cittadini, attraverso il sacrosanto diritto al voto, la verifica sull’operato dell’Amministrazione: questo è l’unico giudizio in cui credo e che ha valore.

D: Il candidato sindaco di Ragusa del M5S quale caratteristiche, a suo avviso, dovrà avere?

R: Nella piattaforma Rousseau chiunque, purché iscritto al Movimento, può dare la propria disponibilità alla candidatura. Le uniche condizioni poste sono: a) non essere iscritto in partiti o in altre liste civiche; b) non essere stato candidato in precedenza in liste concorrenti al Movimento 5 Stelle; c) non essere stato condannato in sede penale. Tutto ciò, a mio avviso, però non basta a garantire il candidato ideale per la carica di sindaco; ecco perché, rispondendo al vostro interrogativo, aggiungo che, in generale, un “Sindaco 5 Stelle” deve essere prioritariamente un “Portavoce” che sappia, innanzitutto, fare sintesi fra le differenti posizioni politiche e ideali, un garante del programma, un garante delle regole del Movimento stesso, un “iscritto” che incarni il principio dell’uno vale uno, in ogni momento. La cosa peggiore invece che possa fare un “Sindaco 5 Stelle” è non ascoltare il proprio elettorato nei momenti più delicati, più controversi. Nella “partecipazione popolare” sta la forza e il futuro delle nostre città e quindi anche del nostro Movimento di massa.

D: Federico Piccitto ha annunciato sabato pomeriggio che non si ricandiderà. E ha indicato la strada della continuità con la scelta di Massimo Iannucci, attuale vicesindaco, come candidato. Qual è il suo pensiero?

R: Legittimamente qualsiasi sindaco uscente può “indicare” uno dei propri più stretti e fedeli collaboratori, in considerazione di un proprio desiderio di continuità amministrativa, e la sua indicazione, in tal senso, deve essere senza dubbio tenuta in opportuna considerazione dal gruppo politico locale. A tal proposito, non avendo potuto partecipare alle riunioni di sabato (perché trattenuta dai lavori d’aula per l’elezione del Presidente dell’ARS) e non avendo ancora letto sue comunicazioni ufficiali al riguardo, ritengo che qualche partecipante alle riunioni stesse si sia lasciato sfuggire notizie in parte travisate ed in parte erronee; i titoli di alcuni giornali, infine, hanno fatto il resto. Nel Movimento 5 Stelle non ci possono essere eredità da trasferire, e non ci sono strategie politiche calate dall’alto. Noi siamo una forza sociale orizzontale, che a livello locale si “autogestisce” e insieme ai propri concittadini decide e costruisce, verifica e aggiorna il “programma politico”.

La “continuità amministrativa” sarà un altro aspetto del dibattitto e del confronto interno; oltretutto, scegliendo un nuovo candidato sindaco, sarà necessario affidargli il massimo della fiducia, come già avvenuto con Federico, ed anche una buona dose di autonomia nella selezione della squadra di giunta e delle linee programmatiche della prossima amministrazione 5 stelle 2018/2023.

Auspico, infine, sinceramente, che non ci sia alcun bisogno di votazioni su Rousseau fra candidati differenti, o peggio ancora “contrapposti”. L’obiettivo, difatti, della stragrande maggioranza degli iscritti ragusani è quello di arrivare ad un candidato di “sintesi fra tutti”; a maggior ragione se vogliamo continuare ad amministrare Ragusa, sarà necessario individuare un candidato di grande carisma, all’altezza di Federico, che sappia ricucire complessivamente le varie sensibilità politiche che via via sono maturate in questi ultimi 5 anni.

D: Cinque anni fa, si mise su una squadra di candidati al consiglio comunale last minute (e il risultato è stato una maggioranza che ha fatto registrare numerose defezioni, cambi di casacche e soprattutto un clima difficilmente gestibile). Questa volta seguirete altri criteri?

R: La nostra lista cinque anni fa non fu scelta “last minute”, in realtà eravamo tutti molto meno esperienti e per certi versi ci dovemmo improvvisare politici; dei semplicissimi cittadini, di ogni estrazione sociale e professionale, che per la prima volta nella storia della nostra città entravano in massa dentro le stanze delle istituzioni! Pertanto ad oggi il bilancio lo reputo positivo, in cinque anni su 18 consiglieri ben 14 sono rimasti fedeli al loro mandato politico e sinceramente legati al Movimento. Tutti noi sappiamo bene che in ogni specifico gruppo consiliare ci sono state defezioni e assurdi cambi di casacca, ad esempio, proprio pochi giorni fa all’ARS, ben 4 deputati del PD hanno tradito il mandato ricevuto dai propri elettori votando per Miccichè presidente dell’Assemblea stessa. I nostri consiglieri, quindi, hanno rispettato il mandato fino alla fine, sono cresciuti ed alcuni hanno dimostrato una grande maturità politica, anche nei momenti di maggiore difficoltà e fibrillazione. Il “patrimonio umano” che in questi anni ha dato dimostrazione di voler continuare a crescere va senz’altro motivato, ringraziato e sostenuto nel proseguire questo importante percorso collettivo.