Carenze di farmaci, di medici e nei locali: la replica del primario del pronto soccorso di Vittoria

Infastidito da notizie non vere”: così il primario del Pronto Soccorso di Vittoria, Carmelo Scarso, replica in riferimento alla carenza di farmaci nel suo come in altri reparti del Guzzardi, dovuto alla momentanea chiusura per inventario della farmacia del nosocomio. Sono stati in tanti a segnalare il problema, noi lo abbiamo denunciato e adesso, naturalmente, concediamo il diritto di replica.

Effettivamente c’è qualche difficoltà, ma non per il pronto soccorso – continua il dr. Carmelo Scarso – perché il caposala ha provveduto in tempo utile all’approvvigionamento, e quando abbiamo avuto bisogno di medicine abbiamo bussato alla porta della farmacia e ce le hanno consegnate senza alcun problema”. Il primario teme che “qualcuno voglia speculare e alimentare polemiche”, magari “spinto da motivazioni politiche dalle quali vuole tenersi fuori”. Noi non dispensiamo farmaci alle persone – prosegue – e semmai il problema è che la maggior parte degli utenti viene da noi per problemi che non competono un presidio di emergenza, ma che andrebbero invece risolti con il medico di famiglia o al massimo in guardia medica”.

Anche la notizia della carenza del personale medico per il dr. Carmelo Scarso non corrisponde al vero, o meglio, è vera solo se messa in relazione con l’enorme mole di lavoro e il bacino territoriale immenso che si è chiamati a servire. “I medici al momento sono sette – afferma – e stiamo sicuramente molto meglio che in estate, quando c’erano solo tre dottori. Non è vero che due medici sono stati trasferiti, è stata fatta semmai una compensazione perché due colleghi sono passati di ruolo”.

Insomma tutto bene, e per Scarso nemmeno gli arrivi da Comiso, trasformato in PTE, stanno creando problemi.Gli accessi del pronto soccorso di Comiso mediamente andavano dai 12 ai 16 al giorno, numeri che non possono in alcun modo incidere su un pronto soccorso come quello di Vittoria, anche perché non si tratta neanche di codici rossi”.

E sui locali che servirebbero a fornire il servizio dell’osservazione breve? Anche questo, per Scarso, “è un non problema” perché “un’area del genere presenta, scientificamente, sia lati posItivi che negativi, e di certo non è questa la panacea di tutti i mali”. Allora meglio ricoverare e occupare posti letto in altri reparti? “No – risponde il Primario – perché ricoveriamo solo se strettamente necessario. L’osservazione breve, inoltre, richiederebbe di avere in organico almeno 13-14 medici, cosa che al momento non abbiamo”.