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Operazione Flipper, ecco chi sono le persone finite in manette

Le indagini hanno consentito di portare alla luce varie cerchie di soggetti dediti allo spaccio in 4 zone ben precise: una operante nella zona alta di Ragusa, una nel centro storico ragusano, una sul versante comisano e una tra Santa Croce Camerina e Scoglitti

Immagine di repertorio

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E’ scattata questa notte la vasta operazione antidroga “Flipper”, con la quale i Carabinieri di Ragusa hanno colpito complessivamente 32 persone, deferendone in stato di libertà 5 e segnalandone 38. La vasta rete dello spaccio partiva dal centro del comune capoluogo e raggiungeva le periferie, per poi estendersi fino a Comiso e alla fascia costiera di Santa Croce e Scoglitti. Lo stupefacente, però, arrivava anche dal quartiere palermitano di Brancaccio.

Stanotte, supportati dai Carabinieri “Cacciatori di Sicilia”, dalle unità cinofile e dal Nucleo Elicotteri, i militari hanno arrestato 18 persone (ragusani, albanesi, tunisini e rumeni) di età compresa tra i 20 e 40 anni, destinatari del provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Ragusa, su richiesta della Procura della Repubblica, hanno sequestrato oltre 4 chili di stupefacenti e denaro contante.

Ecco i soggetti colpiti dalle misure cautelari:

  1. FERRERA ANDREA,classe 1987, ragusano;
  2. FERRERA MIRKO, classe 1994, ragusano;
  3. MALOKU ELVIS, classe 1998, albanese;
  4. MALOKU ALANDRO, classe 1996, albanese;
  5. AVOLA ALESSANDRO classe 1980, ragusano;
  6. VASQUEZ DANIELE,classe 1977, ragusano;
  7. SCENNA ENRICO, classe 1980, ragusano;
  8. DINICOLA MARIO, classe 1974, ragusano;
  9. LO MAGNO VITO, classe 1969, calatino;
  10. LEONE CARMELO, classe 1976, scoglittiese
  11. GAROZZO ALESSIO, classe 1991, ragusano;
  12. SCENNA VINCENZO, classe 1999, ragusano;
  13. CILENTI FRANCESCO, classe 1987, comisano
  14. CODREANU MARIAN LUCIAN, classe 1993, rumeno;
  15. SOKMANI AYMAN, classe 1996, casmeneo;
  16. ZISA GIOVANNI, classe 1968, camarinense;
  17. HASSEN OUADAH, classe 1988, tunisino;
  18. GRAMI FATHI, classe 1986, tunisino.

Tutto è partito dalle indagini e dai fermi, a Ragusa, degli spacciatori albanesi Dragan Hasanaj, Elvis Maloku, Erald Bushi e Leonard Jahaj e dei pregiudicati ragusani Alessandro Avola, Marco Marante e Ciro Chillano, nonché da tutta una serie di segnalazioni di assuntori inoltrate alla Prefettura di Ragusa. Partendo da questa efficace azione di repressione e dalle richieste di aiuto dei genitori, preoccupati dall’incremento dello smercio degli stupefacenti nelle villette e piazzette pubbliche della parte alta di Ragusa, è stata avviata un’indagine ad ampio raggio che ha permesso di accertare numerosi episodi di spaccio all’interno della villetta di via Zancle, a seguito dei quali venivano segnalati e denunciati a piede libero diversi giovani, e di localizzare dei veri e propri “laboratori di spaccio”, realizzati in cantine e garage, dove veniva custodita la merce e dove spesso si effettuavano anche gli scambi.

Successivi periodi di osservazione e pedinamenti hanno portato all’individuazione di altri ragazzi coinvolti nell’illegale commercio sulla piazza di Ragusa, come i pregiudicati Daniele Vasquez ed Enrico Scenna (quest’ultimo fiancheggiato dal figlio Vincenzo, inteso “Vincenzo U’ Palermitanu”), tutti arrestati in flagranza di reato nel corso delle indagini poiché trovati in possesso di rilevanti quantitativi di cocaina e marijuana pronte per essere immesse sul mercato. Il pregiudicato Vasquez, durante un controllo, per non consentire ai Carabinieri di trovarlo in possesso della droga che nascondeva nelle parti intime, non ha esitato ad investire un militare col motociclo sul quale viaggiava, ed è stato quindi anche deferito in stato di libertà per violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Parallelamente è stata condotta un’azione di repressione nei confronti di un’altra cerchia di giovanissimi spacciatori, tra i quali due fratelli italiani deferiti in stato di libertà ed i fratelli albanesi Elvis ed Alandro Maloku, strettamente collegati al pregiudicato ragusano Alessandro Avola. Quest’ultimo è stato arrestato in flagranza di reato insieme ad Alandro Maloku mentre tornavano da Catania trasportando oltre mezzo chilogrammo di marijuana.

La rete degli spacciatori ragusani si è allungata fino a Comiso, facendo arrivare i militari dell’Arma al pregiudicato Ayman Sokmani, già tratto in arresto in flagranza di reato per spaccio di stupefacenti e tramite il quale si è giunti al canale di approvvigionamento di hashish e marijuana. I pregiudicati Francesco Cilenti e Marian Lucian Codreanu, rumeno, erano quello che si occupavano delle cessioni di stupefacenti ai più giovani, anche ad adolescenti.

A gestire il commercio lungo la fascia costiera era, invece, il pregiudicato Mario Dinicola, che smerciava soprattutto hashish e cocaina, di cui approvvigionava svariati individui, tra cui i magrebini Fathied Grami e Ouadhah Hassen, oltre a cittadini italiani arrestati in flagranza di reato, deferiti in stato di libertà o segnalati come assuntori. Il commercio fruttava a Dinicola oltre 2.500 euro settimanali ma a fornire la droga a lui era il pluripregiudicato mazzaronese Vito Lo Magno, soggetto in grado di smuovere cospicui quantitativi di hashish (anche superiori ai 3 – 4 kg), intessendo trattative con trafficanti del quartiere Brancaccio di Palermo, dal quale derivavano le principali forniture di stupefacenti.

Già tra il 27 e il 28 agosto, i carabinieri, avvalendosi di unità del Nucleo Cinofili di Nicolosi, avevano tratto in arresto diversi pregiudicati e sequestrato un ingente quantitativo di droga. Si tratta dello stesso Dinicola, sorpreso con 1,7 Kg di hashish e 1.000 euro provento dello spaccio, materiale per il confezionamento, pesatura e taglio dello stupefacente; di Carmelo Leone a Scoglitti, trovato in possesso di circa 100 grammi tra hashish e marijuana, e di Vito Lo Magno a Mazzarrone, trovato con 1,3 Kg di Hashish.

In definitiva, le indagini hanno consentito di portare alla luce varie cerchie di soggetti dedite allo spaccio, ossia:

– uno operante nella zona alta di Ragusa, attorno alla via Pio La Torre, facente capo ai fratelli Andrea e Mirko Ferrera, ai quali si riferivano i fratelli Maloku, Avola, Scenna e Vasquez;

– uno operante nella zona del centro storico e riconducibile ai fratelli albanesi Maloku e ad Avola, cui si riferivano soggetti come Alessio Garozzo;

– un altro riferito ad Ayman Sokmani, di cui facevano parte Cilenti e Codreanu, sul versante Comisano;

– uno operante a Santa Croce Camerina e Scoglitti, al cui vertice vi erano Dinicola e Leone e ai quali si indirizzavano Grami, Hassen, Lo Magno e Giovanni Zisa.