Ragazzo disabile escluso dal voto. Scoppia il caos, ma alla fine ce la fa

È accaduto questa mattina, intorno alle 9, in un seggio di Modica Alta. 

Una signora si è recata insieme al figlio, che ha una disabilità, per esprimere il proprio voto. Al figlio, però, è stato impedito di votare, a differenza di quanto avvenuto nelle altre consultazioni.

È scoppiato il caos, con la visibile amarezza della donna.

Il ‘no’ del presidente del seggio sarebbe stato legato a una pura formalità: il certificato relativo alla disabilità era scaduto. 

Anche grazie alla mediazione delle Forze dell’ordine, l’elettore ha potuto poi esercitare il proprio diritto di voto. 

Proprio nei giorni scorsi l’Anffas aveva lanciato un appello: 

“Il 10 giugno si vota per il Sindaco e per il Consiglio Comunale di Modica e noi ci siamo preparati molto per capire come si vota e per decidere chi votare.

Non vorremmo però che si ripetessero esperienze passate in cui, presidenti di seggio poco informati, non ce l’hanno consentito.

Persino i ragazzi con grave disabilità hanno il diritto di votare perché sono in grado di fare tutto quello che vogliono se studiano e prendono informazioni.

Chiediamo quindi che in tutti i seggi anche alle persone con disabilità venga permesso di votare senza alcuna discriminazione”.

Come facilitatori, noi operatori dell’Anffas abbiamo assistito i ragazzi dell’associazione in questo percorso di cittadinanza attiva, fornendogli nel nostro piccolo competenze su diritti elementari che loro stessi non sapevano di avere ma il cui riconoscimento da parte della collettività è per loro estremamente importante, perché significa riconoscergli un ruolo attivo nella società.

Pensare che una persona, infatti, non sia in grado di formarsi un’opinione su questioni che pure la riguardano perché disabile è frutto di una scarsa conoscenza del mondo della disabilità stessa.

È però anche vero che, sebbene la legge italiana riconosca ai disabili intellettivi il diritto al voto, questi non vengono messi in condizione di esercitarlo consapevolmente, finendo spesso per rinunciarvi: i programmi e le indicazioni sono espresse in un linguaggio di difficile comprensione e non sono permesse facilitazioni (ad esempio il voto assistito, così come per i disabili sensoriali).

Nell’auspicare in futuro una maggiore attenzione a questi elettori, ci uniamo alla richiesta dei nostri ragazzi affinché il loro impegno a diventare cittadini consapevoli venga riconosciuto”.