VITA DA PENDOLARI

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Due giorni in compagnia degli studenti pendolari che da Scoglitti partono di primo mattino per raggiungere gli istituti scolastici di Vittoria e che da Vittoria salgono sui pullman alla volta del capoluogo ibleo.
Lo abbiamo voluto fare, alla luce delle numerose denunce e segnalazioni di disservizi  e disagi che abbiamo raccolto sul territorio, per verificare come stanno realmente le cose e così, con piacere, sono ritornata studentessa per due giorni!

Zaino in spalla pochi minuti prima delle 7.00 sono già alla stazione degli autobus di Vittoria. I miei “colleghi” si riversano nel largo piazzale nel giro di pochi minuti. Uno studente mi spiega che proprio alle 7.00 parte un autobus di linea sul quale però salgono in massima parte gli studenti dell’istituto Fabio Besta di Ragusa che fino all’anno scorso avevano quello riservato. “Se lo perdevamo potevamo rimediare dopo 10 minuti – mi spiegano – perchè arrivava quello di linea e se proprio quella mattina la sveglia non suonava saltavamo la prima ora di lezione e prendevamo quello delle 8.00. Ora, invece, la corsa delle 7.10 non c’è più quindi o alle 7.00 o direttamente alle 8.00. Per il ritorno abbiamo a disposizione due pullman, alle 13.00 e alle 14.00, che si fermano proprio davanti alla scuola”.

Cambio gruppetto. Ok, con gli orari ci siamo ma come si viaggia? “Male! – rispondono in coro – i mezzi, a parte qualcuno, sono vecchi, fatiscenti, poco sicuri e sporchi. Spesso non sono neanche puntuali e in inverno se piove a dirotto non è divertente! A maggio-giugno invece, quando i finestrini non si possono aprire, si soffoca”.
Il tutto, chiedo, alla modica cifra di? “L’abbonamento mensile è sulle 94 euro, quello settimanale sulle 25, quello giornaliero 5.50 euro. Intanto pagano mamma e papà poi si fa domanda al Comune per il rimborso”. Semplice? Per niente. Perché il regolamento sui rimborsi varia da Comune a Comune. Molti li stabiliscono in base al reddito familiare e raramente si riesce a recuperare l’intera cifra.

I racconti dei ragazzi di Scoglitti non sono molto diversi. Il primo autobus per Vittoria arriva alle 7.30 e viene seguito da altri due a distanza ravvicinata ma se perdi anche quello delle 7.40 iniziano i guai. Il mercoledì sembrerebbe essere il giorno più semplice per viaggiare perché la campanella che sancisce la fine delle lezioni suona per tutti alla stessa ora e i mezzi a disposizione alle 13.30 sono due, di cui uno attraversa la città all’interno prelevando studenti di varie scuole mentre un altro fa il giro dall’esterno ed è più facile trovarvi posti a sedere.
Anche in questo caso i ragazzi delineano un quadro piuttosto disagiato fatto di ritardi e qualche volta addirittura di corse cancellate senza preavviso, di mezzi sporchi e fatiscenti (“ce ne sono due nuovi e puliti e quando di tanto in tanto la mattina ce li mandano non ci sembra neanche vero” esclamano!) di freddo e di corse in piedi perché non sempre l’autobus è quello da 55 posti. Costo del biglietto giornaliero? Sulle 3.50 € A/R.

Saluto gli studenti di Scoglitti e traggo le mie conclusioni. E’ indubbio che la crisi generale abbia colpito anche questo settore. Sono oltre 600 gli alunni pendolari che ogni giorno partono solo dai tre comuni di Ragusa, Vittoria e Comiso per raggiungere l’istituto nel quale sono iscritti. Oltre mille se si considera il movimento complessivo non solo in provincia ma anche da e per Rosolini e Gela. Dopo la soppressione di molte corse dell’AST, per i noti problemi di liquidità, in estate si era fatto un gran parlare della possibilità di far viaggiare i ragazzi in treno (ne parte uno alle 6.55 da Vittoria che arriva a Modica alle 8.00) e CUB trasporti aveva chiesto ai comuni di Comiso, Ragusa, Modica e Pozzallo di adoperarsi per mettere poi a disposizione degli studenti dei bus navetta che avrebbero dovuto coprire il tratto stazione – scuole. Tutto è rimasto lettera morta ma pochi giorni fa alla provincia ci si è tornati a confrontare proprio su questo argomento al fine di iniziare a pianificare da subito l’anno scolastico 2013-2014.
Sul tavolo, per quanto riguarda il capoluogo ibleo, anche un’altra soluzione: l’attivazione della metropolitana di superficie il cui studio di fattibilità giace su chissà quale scrivania a prendere polvere dal 1995. Ragusa è attraversata da 17 km di ferrovia da decenni, basterebbe pochissimo dunque per incentivarla e farla funzionare a dovere. Invece, tanto per cambiare, tra pastoie burocratiche e rappresentanti istituzionali poco efficienti e poco incisivi negli anni si sono persi pure cospicui finanziamenti.

Il discorso partito dalle corse degli autobus sfocia così facilmente nel dramma della negazione del diritto allo studio. Basti pensare che, al momento, come ci conferma lo stesso coordinatore provinciale di CUB Trasporti Pippo Gurrieri, non ci sono più corse da Vittoria o Comiso per l’istituto alberghiero di Modica e le famiglie degli studenti si sono dovute rivolgere a delle ditte private (per intenderci quelle che chiamiamo per andare sull’Etna la domenica) che stanno provvedendo a pagare profumatamente di tasca propria. “Il comune di Vittoria pare stia provvedendo ai rimborsi in attesa dei trasferimenti regionali ma quello di Comiso no e comunque – fa notare Gurrieri – non è detto che questi soldi da Palermo arrivino perché la Regione con contempla rimborsi ai privati”.
Insomma la situazione non è per nulla facile e alla fine di questa mini-inchiesta di una cosa sola sono certa: sono felice di non essere una studentessa pendolare!