Nominato procuratore del patrimonio di un’anziana vedova, lo dismette e intasca tutto il ricavato

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Carpisce la fiducia di una anziana vedova e del figlio gravemente ammalato per diventare l’amministratore del loro ingente patrimonio. E dopo essersi appropriato delle loro ricchezze li lascia sul lastrico. Sono stati sentiti altri sei testimoni della difesa e altrettanti ne verranno ascoltati  all’ultima udienza della fase dibattimentale del processo a carico dello sciclitano Giovanni Antonio Ciavorella,  47 anni, che deve rispondere dei reati di appropriazione indebita continuata ed aggravata, falsità materiale e falsità ideologica. L’uomo, comparso davanti al giudice onorario Francesca Aprile, è accusato di essersi ingiustamente appropriato di 1.205.906 euro appartenenti alla nobildonna A.E. , 84 anni, ed al figlio G.M., 49 anni.  Entrambi residenti a Scicli, parti offese costituitesi in giudizio rappresentate dall’avvocato Salvatore Poidomani (nella foto). Stando la denuncia, l’imputato Ciavorella nel 2000 si offriva di aiutare le vittime che per ragioni di età dell’una e di salute dell’altro gestivano con difficoltà i beni di famiglia. L’uomo, che era riuscito a carpire la fiducia dei due, veniva nominato procuratore generale, autorizzato, dunque, a disporre totalmente della ricchezze, immobili e mobili, di loro proprietà. Senza perder tempo, ad insaputa delle vittime, il Ciavorella cominciò a dismettere il patrimonio. E quando li informava diceva loro di versare sui loro conti bancari il corrispettivo delle vendite. Che dei 19 appartamenti venduti a Napoli fra il 2000 ed il 2002, dei terreni ceduti a Sampieri, dei fitti delle case e dei locali commerciali di Modica e Donnalucata e dei ricavati di un distributore di benzina…nemmeno un cent fosse finito sui loro conti… le parti offese se ne accorsero il giorno che recandosi in banca scoprirono di possedere solo qualche spicciolo. Era il 2007. Mentre il loro patrimonio si era depauperato quello dell’imputato era lievitato.