Perché Marisa Giunta va da sola: “Anteponiamo i contenuti ai contenitori”

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Nel suo passato c’è la militanza in partiti di centrodestra e una lunga esperienza di capogruppo al Consiglio comunale. Nel suo presente ci sono la sua attività imprenditoriale e principalmente quella di mamma, oltre ad una partecipazione alla lista Monti alle ultime nazionali, occasione attraverso cui ha dimostrato di voler tornare ad occuparsi della città e del territorio. Dopo queste esperienze Marisa Giunta ha deciso che il miglior impegno potrà esprimerlo “svincolandosi” dalle strutture partitiche e puntando piuttosto ad aggregare persone di buona volontà intorno a un progetto per la città. La sua candidatura a sindaco si propone, dunque, di rappresentare questa idea.

 

La scelta di affrontare questa sfida da sola, rifiutando alleanze di qualunque tipo con i partiti, comporta un certo rischio. Cosa la convince ad andare avanti su questa strada, nonostante lei stessa in passato sia stata fortemente legata alla politica dentro i partiti?

Più che un rischio credo sia un’opportunità, ovvero quella di creare il contenuto rispetto a contenitori, che  devono essere necessariamente rivoluzionati. Oggi le elezioni amministrative a Modica sono inserite in un contesto politico che, passando da Renzi a Grillo, ha registrato un grande cambiamento, che abbiamo il dovere di comprendere, traendone il meglio, costruendo un partito avendo il coraggio di osare e di mettere in atto innovazione,  unendo alla protesta la proposta, passando dalla partecipazione della società civile, che secondo me è il vero tratto rivoluzionario di questo nuovo modo di fare la politica. Allora iniziamo a vedere quali sono le energie che possono farci riappassionare alla politica e riportare Contea Modica.

 

Cosa ne pensa del quadro di frammentazione che si sta determinando al livello della politica cittadina, forse a Modica più che altrove? Di cosa è sintomo? E’ un fatto positivo o negativo?

Credo sia fisiologico in una città che fino a 5 anni fa era governata da influenti e potenti leader che facevano da centro di gravità dei vari gruppi politici in città, determinando a priori, ruoli, carriere e candidature. A questo si unisce la ricerca di identità dei partiti anche a livello nazionale. Credo che sia un momento molto propizio e di crescita per i modicani, basta saperne cogliere i tratti più positivi volti alla crescita. Il fatto che ci sia un’ampia scelta è una manna per la democrazia e non mi si venga a parlare di primarie per favore: uno strumento adatto a selezionare i componenti di una lista  da “porcellum” che niente ha a che vedere con un sistema elettorale a doppio turno. Il doppio turno  è di per se uno strumento di selezione e le primarie hanno il solo scopo di sostituire il giudizio di molti con la scelta da parte di pochi.

 

Nel suo percorso politico, ha avuto modo di seguire sempre molto attentamente le vicende amministrative del Comune di Modica. Quali pensa che siano le priorità su cui intervenire? 

1. Ritrovarsi protagonisti  della rinascita di Modica insieme ai dipendenti comunali, creando procedimenti trasparenti grazie alla rete e servizi accessibili anche da casa.

2. Selezionare gli amministratori, non più per merito politico ma per competenze e abilità.

3. Avere cura del territorio: proteggendo le campagne e la loro agricoltura di qualità, mettendo fine al consumo scellerato di suolo e riportando la vita nel centro storico.

4. Riappropriarsi della leadership di capitale del Sud est, in termini di presenze turistiche, di investimenti produttivi, di servizi decentrati, di infrastrutture, di eccellenze gastronomiche e artistiche, di cultura  e formazione- 

5. Reperire finanza esterna grazie ad una progettazione costante e continua sui fondi europei. 

6. Rispettare il Piano di riequilibrio per mantenere gli attuali livelli occupazionali.

 

 

Che giudizio ha dell’amministrazione Buscema e in cosa pensa che, in
modo particolare, la prossima debba riuscire a differenziarsi?

Credo che l’amministrazione Buscema si sia focalizzata unicamente sull’aspetto finanziario mortificando i bisogni delle imprese e di conseguenza della tutela dei livelli occupazionali, primo fra tutti quello della promozione per aumentare o quantomeno mantenere il valore del marchio Modica.

In secondo luogo la prossima amministrazione deve stabilire  e consolidare rapporti costruttivi i propri interlocutori istituzionali (regione, soggetti intermedi, ministeri)

 

 

La crisi che affligge la città di Modica – al livello delle famiglie e delle imprese – non è diversa che altrove: questo è l’argomento che sta più a cuore ai cittadini. Pensa che il Comune possa avere un ruolo attivo nel fronteggiare questa situazione? Quale?

 

Certamente si, sia direttamente come  datore di lavoro e come garante delle  fasce deboli, sia indirettamente riportando la fiducia all’interno dei meccanismi socio economici. 

 

Quali caratteristiche dovranno avere i componenti della sua squadra?

La caratteristica principale, che contraddistingue tutti gli appartenenti al movimento ConTEa Modica, è quella di essere perdutamente e innamorati di Modica, dopodiché la competenza e la voglia di essere protagonisti di questa rinascita, per il bene dei nostri figli. 

 

Cosa ne pensa dei grillini?

Dei grillini penso che siano stati un approdo importante per coloro che hanno voluto sfogare la loro rabbia per essere stati illusi dalla politica, per essere stati vittime del più becero clientelismo, per essere stati derubati del proprio futuro. Le elezioni amministrative, per il nome stesso che portano, non hanno come unica emergenza la ricostruzione di un pensiero politico, ma le proposte amministrative che possono far ripartire la nostra città. Il mio sogno è dare un luogo alla costruzione di un pensiero utile ad entrambe queste esigenze, prendendo atto del fatto che, grazie all’azione del Movimento 5 Stelle la politica non è più la stessa e che il politichese non funziona più: ora ci vuole la trasparenza e la chiarezza delle quali la rete è la principale garante. Della serie, anche io sono arrabbiata, ma essere mamma mi ha insegnato che urla e sculacciate servono solo a sfogare la propria rabbia di sentirsi inadeguati, dolcezza e fermezza sono molto più efficaci e soprattutto dare il buon esempio, quello è fondamentale. I cittadini, come i nostri figli, ci osservano anche quando pensiamo che dormano.