Processo all’ex primario Civello, molti si costituiscono parte civile

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Diagnosticavano inesistenti morbi incurabili, e fulmineamente mortali qualora non fossero stati asportati chirurgicamente, per indurre le vittime a ricorrere a immediati ma costosi interventi salvifici. E’ stata interamente dedicata alla costituzione delle parti civili in giudizio la prima udienza del processo per truffa, concussione, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, omissione di atti d’ufficio e lesioni personali a carico dell’ex primario di chirurgia dell’ospedale Civile Massimo Civello, 65anni, e dei colleghi Vincenzo Antonacci 63 anni, e Rosario Arestia ragusano di 51 anni, e dell’imprenditore catanese Sebastiano Raciti, 46 anni legale rappresentante della Tresy srl. che deve rispondere solo di concussione, Il Collegio penale, presidente Salvatore Barracca, a latere Andrea Reale e Ivano Infarinato, oltre l’Asp 7 e cinque delle dieci parti offese, fra queste l’erede di una paziente defunta rappresentata dall’avvocato Salvatore Poidomani, ha ammesso l’Associazione per la difesa dei diritti del malato. L’imputato principe, che nel gennaio del 2011 finiva in un primo momento in carcere a seguito di provvedimento di custodia cautelare, è sotto processo per gli esiti dell’operazione denominata «Alpi iblee», inchiesta coordinata dal procuratore capo Carmelo Petralia (nella foto). Le indagini, eseguite dai carabinieri, ebbero inizio nel 2009 a seguito di una serie di denuncie anonime da parte di pazienti e probabilmente anche dello stesso personale ospedaliero. Per Civello e gli altri due medici l’accusa è di avere richiesto somme di denaro non dovute ai malati ricoverati in ospedale per evitare le liste di attesa ed essere operati in regime di intramoenia e di non aver fatto firmare i consensi informati. Mentre l’ imprenditore catanese risponde di concussione insieme al Civello e all’Antonacci per avere chiesto somme indebite ad alcuni informatori scientifici ai fini dell’organizzazione di un convegno mai realizzato. L’ex primario insieme ad altri nove imputati, era stato invece prosciolto dal reato di associazione a delinquere. Inoltre il Gup, con rito abbreviato, aveva assolto con formula ampia il chirurgo Alfio Salvatore Nicosia 50 anni, accusato di concussione, e il chirurgo Corrado Migliore 59 anni, accusato di falsità ideologica. E dichiarato il non luogo a procedere per tutti i reati dei quali dovevano rispondere l’infermiera Maria Modica, 61 anni, il chirurgo Michele Scrofani 59 anni, l’infermiere Giuseppe Lombardo 45 anni, ed il dirigente medico Rosario Paternò 59 anni. Il Gup , infine, aveva condannato a 4 mesi di reclusione il medico Carmelo Iozzia, 52 anni, accusato di truffa.