Dissesto finanziario e guerra politica

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La minaccia del dissesto finanziario del Comune di Ispica è diventata realtà. Il Consiglio comunale riunitosi sabato ha infatti votato per il dissesto. Nove i voti a favore e sette quelli contrari.  Hanno detto sì  i consiglieri Angelo e Meluccio Fidelio, Titta Genovese, Giovanni Lauretta, Paolo Monaca, Carmelo Padova, Salvuccio Rustico, Salvatore Spatola e Biagio Solarino. Al voto non hanno partecipato gli esponenti del PD Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo da sempre contrari al dissesto che pur di non votare hanno preferito abbandonare l’aula.

Dura la reazione del sindaco Piero Rustico che ha accusato il pd di fuggire davanti alle proprie responsabilità e  il massimo consesso di avere gettato la città nel baratro del dissesto curando gli interessi personali a spese dei cittadini. Il primo cittadino aveva  invitato il consiglio a valutare la possibilità di evitare il dissesto vagliando il decreto legge numero 35 dell’8 aprile che avrebbe permesso di liquidare le imprese creditrici del Comune in tempi brevi, ma forse la preoccupazione che il consiglio venisse definitivamente sciolto ha spinto la maggioranza dei consiglieri a votare il dissesto. Presto la Regione dunque nominerà i commissari straordinari che avranno il compito di individuare l’esatta entità del debito dell’ente.

E intanto oggi continuano i reciproci  scambi di accuse , la coalizione di governo accusa le opposizioni di avere decretato un atto criminale contro la città  che si ripercuoterà sulle famiglie e sulle imprese cittadine, ma dall’opposizione il coordinamento di Cantiere Popolare  risponde che criminale è chi chiede al consiglio di disubbidire al prefetto e alla magistratura contabile. E Rustico e i suoi passati alla storia per aver portato il Comune di ispica al dissesto farebbero meglio a starsene zitti.
Al momento il dato certo è che il dissesto comporterà, l’aumento delle imposte e il taglio dei servizi sociali.