Caos totale nelle spiagge iblee

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Il malfunzionamento è stato dovuto probabilmente alla presenza di una trave in legno che avrebbe mandato in tilt il sistema. L’area in questione, circa 30 mq, era già transennata e sotto sequestro per un precedente caso di malfunzionamento. Sono stati i bagnanti a lanciare l’allarme domenica, poco prima di mezzogiorno quando i liquami sono comparsi in spiaggia. In poco meno di due ore la perdita è stata riparata. Il divieto di balneazione è scattato in automatico limitatamente alla zona incriminata. Oggi il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, fa sapere che il divieto permane anche se la salubrità delle acque è migliorata nelle ultime ore ma non ancora abbastanza da revocare l’ordinanza.
Spostandoci verso Maganuco e Marina di Modica la situazione non migliora. La differenza però è che in questo caso si è deciso di non decidere. I prelievi sono stati fatti, sono stati mandati anche in Norvegia presso enti il cui valore è riconosciuto a livello europeo ma i risultati non sono ancora arrivati. In attesa il sindaco Buscema non se l’è sentita di vietare la balneazione per non dare un’ulteriore mazzata al già precario turismo di questo 2013. Sotto la lente di ingrandimento il depuratore di Maganuco e la Ecodep, l’azienda di smaltimento di rifiuti sequestrata lo scorso 12 giugno dai carabinieri della compagnia di Modica per smaltimento illecito di rifiuti. La ditta smaltiva nel depuratore della frazione modicana reflui che necessitavano prima di essere trattati. Tra i villeggianti modicani negli ultimi giorni si è sparsa la voce di una presenza di diossina tra le acque. In questo caso l’Arpa tenderebbe ad escludere la presenza del pericoloso agente chimico in quanto lo stesso non avrebbe affinità con l’acqua salata del mare. La sicurezza di un bagno pulito comunque ad oggi non c’è.
Da Marina di Modica ci spostiamo in territorio sciclitano. La situazione più grave è a Donnalucata tanto da costringere il sindaco Franco Susino ad emanare lo scorso sabato un’ordinanza che vieta la balneazione per un tratto di 400 mt prospiciente il lungomare di Via della Repubblica. Colpevole un tubo appartenente con ogni probabilità al Consorzio di Bonifica di Ragusa che ha sversato in acqua i reflui fognari.