Scicli scampa il dissesto. Il Pd: “La città sappia che è stata sull’orlo del baratro”

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Speriamo che sia bastato alla città l’ennesimo sforzo di responsabilità cui anche il nostro gruppo consiliare ha dovuto fare ricorso per scongiurare un infausto dissesto cui il Sindaco e la sua piccola coalizione ci stavano conducendo nei giorni scorsi.

Ma perché la città conosca il rischio che ha corso (e forse ancora non ha scongiurato) è giusto rendere noti i passaggi principali di questi ultimi quattro giorni che dovrebbe entrare a buon diritto nella storia recente del paese.

Sabato 13 luglio, alle 9.30 del mattino, viene convocata precipitosamente una conferenza di capi-gruppo durante la quale i consiglieri presenti –  apprendono che il neo assessore al bilancio Gambuzza relazionerà riguardo le modifiche al piano di riequilibrio votato in febbraio e del quale viene comunicata la data di scadenza per l’approvazione: il successivo 14 luglio!

Ed è così che, come poche volte avvenuto nella storia post-bellica del Comune di Scicli, viene convocato d’urgenza un Consiglio Comunale alle ore 21 di domenica per approvare la proposta di delibera presentata dall’Amministrazione comunale per evitare il dissesto.

Ovviamente nessuno di noi è messo in condizione di conoscere compiutamente il piano e, men che meno, ha il giusto tempo di ottenere approfondimenti con organismi tecnici, quali il responsabile del settore finanze, il collegio dei revisori o la neo-esperta nominata dal Sindaco.

Solo un fascicolo enorme di carte dal quale, peraltro, rileviamo subito la stangata che è in arrivo nei confronti dei cittadini (aumento di 2% dell’Imu sulla seconda casa, aumento dell’Irpef, aumento della Tarsu, aumento dei servizi a domanda individuale, ecc.), mentre risulta assolutamente generica e priva di dati certi la consistenza del taglio della spesa pubblica (prima su tutti quella dei rifiuti).

In queste condizioni ci presentiamo in aula (senza che molti di noi abbiano ricevuto avviso di notifica del consiglio), ma per garantire la validità del numero legale di una seduta della quale si comprendeva la gravità ma che la coalizione che sostiene l’Amministrazione da sé non avrebbe saputo garantire.

In aula, noi delle opposizioni, sosteniamo un emendamento di Vindigni (gruppo Misto) che limiti l’intervento di modifica del riequilibrio alla rimodulazione sui 6 milioni e 900 mila euro arrivati dalla Cassa depositi e prestiti, cercando di rimandare l’intervento di prelievo fiscale sui cittadini dopo un accurato studio degli atti.

La proposta, tuttavia, viene respinta dalla coalizione che governa e che si dice pronta ad approvare solamente il piano proposto dall’assessore al bilancio.

Così le cose, poiché la scelta cui ci si trova di fronte è quella fra il pre-dissesto o il dissesto dell’ente, il gruppo consiliare del Partito Democratico di Scicli – pur manifestando la propria contrarietà politica all’atto – decide che rimarrà in aula astenendosi per far si che la maggioranza compia l’unico atto che, a quel punto, poteva evitare il dissesto.

E’ allora, tuttavia, che accade l’inverosimile!

Per due volte, infatti, incomprensibilmente la coalizione che sostiene Susino lascia cadere il numero legale della seduta al momento del voto, prima all’una di notte e poi – durante la seduta di rinvio – alle due, e impedisce che l’aula si pronunci sulla proposta.

E’ così che si arriva alla seduta di rinvio di martedì 16 luglio (oltre il termine perentorio del 14 luglio) che comincia con una dichiarazione del Sindaco il quale – per la prima volta in quattro giorni – fa appello alle opposizioni e (successivamente) aprirà alla richiesta di istituzione di una Commissione Speciale sul bilancio che segua (passo passo) le vicende passate e future dei bilanci del Comune di Scicli.

Ma non basta. A quel punto, perché il provvedimento passi, è necessario un ulteriore supplemento di responsabilità da parte delle opposizioni che devono anche limitare la loro presenza in aula, altrimenti a Susino (che può contare solo su sette consiglieri) non basterà nemmeno che gli undici consiglieri delle opposizioni presenti si astengano.

E’ per tale motivo che, su proposta del Pd, rimangono in aula solamente i capigruppo dei partiti presenti che (ciascuno a nome del proprio gruppo) ribadiranno la propria dichiarazione di voto e metteranno la maggioranza in condizione di approvare il provvedimento, evitando (forse!) il dissesto al paese.

E’ così che la votazione si è compiuta e che le modifiche al piano di riequilibrio sono state approvate.

Tuttavia non possiamo nascondere alla città quanto (chi ha responsabilità di governo) abbia portato Scicli ad un passo dal baratro né, purtroppo, possiamo escludere che il pericolo sia del tutto svanito.

Va chiarito, infine, come le proposte di aumento dell’IMU e della IRPEF dovranno ritornare in consiglio comunale laddove i consiglieri del PD non voteranno nessun aumento definitivo delle tasse se non sarà garantito che la spesa per i servizi ( Rifiuti ) verrà’ realmente ridotta al minimo necessario e se non sarà accertato l’avvio di una reale raccolta differenziata con un evidente sgravio di tasse per le famiglie che differenziano i rifiuti.

Per analizzare questi fatti e confrontarsi sui temi anzidetti con i propri iscritti e simpatizzanti nei prossimi giorni gli organismi responsabili del Partito Democratico di Scicli promuoveranno un’assemblea cittadina.

                                                          Claudio Caruso e Marco Causarano (PD)