Simone Aprile presenta “Portraits 2.0”

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Dopo il successo di ‘Nzuliddu, Simone Aprile torna ad esporre i suoi lavori e presenta un progetto completamente nuovo: “Portraits 2.0”. Un’anteprima dei lavori più significativi sarà allestita al Caffè Letterario Hemingway a partire dalla sera di venerdì 6 dicembre 2013, quando sarà presente lo stesso autore ad accogliere il pubblico e illustrare i propri lavori.

 

“Portraits 2.0”, come suggerisce il titolo, è un percorso interpretativo del ritratto fotografico, un percorso che unisce diverse espressioni – fotografiche dallo still-life al reportage – riportandole dentro un unico linguaggio narrativo: “Un lavoro – commenta Simone Aprile – che completa e aggiorna la mia esperienza di anni di fotografia, riportandola a un linguaggio moderno, virtuale. Generalmente fotografo il soggetto in studio  enfatizzando quelle caratteristiche che risaltano la sua essenza, poi lo colloco su un fondo da me interpretato per dare al personaggio la possibilità di dichiararsi, di raccontarsi, lasciandogli lo spazio di emergere liberamente”.

Nonostante il sensibile scarto stilistico rispetto al progetto ‘Nzuliddu, concentrato sull’ uomo e le sue radici contadine,  anche questo lavoro vuole dare una voce espressiva ai volti di questa terra: “Persone che hanno mostrato – commenta appunto l’autore – quel volto  di eccellenza imprenditoriale, artistica e umana, spesso poco valorizzato”.

 

La mostra allestita all’Hemingway, che rappresenta appunto un’anteprima del progetto nel suo complesso, resterà visitabile fino al 26 dicembre 2013.

 

 

SIMONE APRILE – Bio

Simone Aprile nasce a Siracusa e da allora resta ancorato alla sua terra di origine anche quando fisicamente se ne allontana. Ancora piccolo si trasferisce a Milano con la famiglia dove studia i meccanismi della fotografia. Si diploma all’istituto Riccardo Bauer, ma è l’incontro con Sandro Sciacca, stimato fotografo, che lo forma professionalmente.

Poi inizia a lavorare, come assistente, con alcune prestigiose riviste, tra cui Vogue, GQ, e AD. Ma è alla Sicilia che appartiene e, dopo una parentesi formativa, ritorna al Sud, come un emigrante alla rovescia. Per amore di quest’isola che i più abbandonano alla ricerca di un futuro più prospero, decide di spendere le proprie energie in un progetto che riassume tutto ciò che ama di più: la fotografia e la Sicilia.

Fonda insieme ad Andrea Maltese, Lab House, uno studio-atelier d’avanguardia, che ha poi sviluppato autonomamente. Nelle sue immagini protagonista è la luce, analizzata in tutte le sue sfumature.

Nulla è lasciato al caso, la sua ricerca è minuziosa, meticolosa fino al puntiglio, scevra di superficialità. Protagonista è il dettaglio, sempre essenziale e mai puramente ornamentale, ricercato con quella passione tenace e ostinata, che è il tratto distintivo del suo carattere. Nel 2010 termina un progetto durato due anni dal titolo” ‘Nzuliddu “ con cui riceve una menzione d’onore al Memorial Mario Giacomelli.

I suoi lavori sono visibili sul sito www.labhouse.com

Lab house si trova a Modica in via Nazionale 134