Riciclaggio di denaro a Ragusa, scattano le perquisizioni di Gdf e Carabinieri

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I militari delle Compagnie ragusane della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Ragusa, stanno svolgendo com’è ormai noto indagini di polizia giudiziaria sul conto di un noto imprenditore ragusano sessantenne e del figlio venticinquenne. La svolta alle indagini è giunta dai militari della GDF che la scorsa estate, presso un noto istituto di credito ragusano, hanno scoperto l’esistenza di una cassetta di sicurezza intestata al figlio dell’imprenditore. La cassetta, una volta aperta, aveva disvelato un tesoretto di contanti e assegni, tutti sottoposti a sequestro. Di qui, come è ormai di pubblico dominio, erano state anche segnalate diverse operazioni bancarie sospette ed era presto intervenuta un’ispezione dei funzionari della Banca d’Italia presso la filiale della banca, da cui direttore e vice erano stati allontanati precauzionalmente dall’Istituto di credito.

Nel frattempo, il ritrovamento della cassetta permetteva agli investigatori di acquisire i documenti presso le banche di fiducia degli indagati, distinte, estratti conto, assegni, che, infine, hanno portato il dott. Petralia a emettere il decreto di perquisizione locale eseguito da carabinieri e finanzieri. Sono stati interessati dall’attività di ricerca la villa in campagna di proprietà della società immobiliare amministrata dall’indagato, in una contrada della periferia ragusana, e il bar gestito dall’altro indagato, il figlio, attraverso la propria società. I militari, collaborati dalle unità del nucleo cinofili della Guardia di Finanza e della sezione artificieri dei Carabinieri di Catania, hanno setacciato la villa e il giardino alla ricerca di danaro, assegni o altri titoli di credito e di documenti attinenti le sospette attività imprenditoriali. Cinque personal computers e alcuni documenti, compresi degli assegni, sono stati sequestrati dai militari a sono ora al vaglio dell’Autorità inquirente al fine di valutare quale sarà la prossima mossa della Procura della Repubblica.