La battaglia di Anna contro la discriminazione sessuale

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Ideata nel 2005 da Louis-George Tin, scrittore francese e attivista per i diritti LGBT (acronimo usato come termine collettivo per riferirsi a Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia è stata istituita ufficialmente dall’Unione Europea nel 2007 ed è una ricorrenza che viene celebrata il 17 maggio di ogni anno per promuovere iniziative volte a contrastare i pregiudizi, le violenze e le discriminazioni di genere.

Per capire come il nostro territorio si rapporta nei confronti dell’omosessualità, abbiamo incontrato – a distanza di un anno dall’intervista con Davide Bocchieri per la rivista Freetime – Anna Battaglia, presidente dell’Agedo di Ragusa.

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Un anno fa ci aveva riferito che le sarebbe piaciuto coinvolgere le scuole in progetti formativi volti alla sensibilizzazione nei confronti delle tematiche legate alla discriminazione di genere. I suoi propositi hanno avuto riscontro?
Si procede a piccoli passi, ognuno dei quali è importantissimo. Abbiamo iniziato a novembre scorso, grazie anche al supporto del CSA, con due seminari  tenuti dal dott. Claudio Cappotto alla Scuola Statale “Mariele Ventre” di Ragusa e alla Scuola per Assistenti Sociali di Modica. Gli incontri, rivolti a insegnanti, genitori ed educatori, hanno affrontato il problema del bullismo omofobico con lo scopo di informare e formare circa la prevenzione dei comportamenti discriminatori e di violenza all’interno dei contesti educativi, luoghi cruciali per imparare a relazionarsi in modo sano con gli altri e con le diversità.

Quali iniziative, invece, state portando avanti per la Giornata internazionale contro l’omofobia?
Ieri, all’Avis di Ragusa, abbiamo organizzato un incontro, incentrato sul superamento degli stereotipi di genere e di orientamento sessuale, che ha esaminato il tema della violenza contro le donne e contro le persone LGBT ragionando su come la visione  ancora forte di cosa significhi essere maschio e femmina porti ad una minore apertura nei confronti delle categorie che non rientrano in questa dicotomia tradizionalista e ormai superata. Oggi, inoltre, e di questo sono molto felice, la bandiera arcobaleno, simbolo del movimento di liberazione omosessuale, sventolerà insieme a quella del Comune di Ragusa da Palazzo dell’Aquila.

Confrontando tra  il nord e il sud Italia il calendario delle manifestazioni per il 17 maggio salta all’occhio una scarsa presenza di progetti promossi e sostenuti dal nostro territorio. Secondo la sua esperienza, quale è il motivo che genera questa sostanziale differenza?
La causa è legata al fatto che al nord l’apertura mentale nei confronti dell’omosessualità è indubbiamente maggiore e questo comporta anche avere la presenza di più realtà associative con più sedi dislocate sul territorio. Nel caso specifico della provincia di Ragusa un fattore penalizzante è sicuramente l’esigua presenza dei giovani  nel campo dell’attivismo associativo. Molti di loro, infatti, non avendo dichiarato apertamente il proprio orientamento sessuale, non possono purtroppo impegnarsi in prima persona nella promozione di iniziative e manifestazioni.

Da mamma, quindi, quale consiglio darebbe a tutti coloro che non hanno avuto il coraggio di fare coming out?
Aprire un dialogo è fondamentale, è la cosa migliore che un figlio possa fare. Il mio consiglio è quello, al di là delle reazioni che potranno essere positive quanto negative, di comunicare la propria verità perché questo aiuta i genitori come me non solo a comprendere ma anche a impegnarsi nel portare avanti battaglie importanti come quelle contro l’omofobia, le discriminazioni e le violenze di genere. I miei progetti a tal proposito sono ancora tanti e spero di trovare nel mio cammino sempre più persone, soprattutto giovani, disposti a scendere in campo per rivendicare i propri diritti.

Non resta che augurare ad Anna Battaglia la possibilità di poter avere sempre più occasioni per vedere realizzati i suoi propositi. Con l’aiuto di tutti

 

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