Dalla parte delle donne: lo sportello antiviolenza di Vittoria

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Sportello donna

Violenza (fisica e psicologica), stalking, mobbing, gaslighting. Sono tutti termini che, seppur balzati all’attenzione dell’opinione pubblica nell’ultimo decennio, portano con sé il fardello di un fenomeno di certo non recente: la violenza di genere.

Le attuali pagine di cronaca (compreso l’ultimo episodio di Acate), ci insegnano che dai maltrattamenti al femminicidio il passo è molto più breve di quanto si possa immaginare.

Il Parlamento italiano ha pertanto definitivamente approvato il decreto sul femminicidio che ora è legge e rappresenta uno strumento in più, dalla parte delle donne, per proteggersi e tutelarsi dai soprusi. In questo contesto sociale, culturale e normativo lo scorso 12 ottobre sono stati inaugurati a Vittoria, in via La Marmora 176, la nuova sede e lo sportello antiviolenza di Donne a Sud.

Inserita nel circuito del Coordinamento Donne Siciliane e del 1522, l’associazione è un luogo in cui le donne lavorano volontariamente insieme, per dare risposte concrete alle esigenze di altre donne (qui gli altri centri in provincia di Ragusa). Una realtà che offre supporto sia psicologico sia legale perché denunciare le violenze e dar voce ad assordanti silenzi sono imperativi categorici che non ammettono deroghe. L’avventura di Donne a Sud è iniziata già tre anni fa. Oggi l’associazione ha realizzato l’obiettivo di avere uno spazio proprio per inserirsi concretamente nelle maglie della rete sociale in cui opera. Abbiamo fatto qualche domanda alla sua presidente Sabrina Mercante.

Con quali obiettivi nasce Donne a Sud?
L’obiettivo di Donne a Sud è di offrire a tutte le donne un servizio gratuito di ascolto, orientamento, formazione e informazione per migliorare l’opportunità delle scelte. La nostra mission è, inoltre, quella di eliminare la discriminazione e le diseguaglianze e per questa ragione promuoviamo interventi mirati con professionisti.
In che modo l’associazione interagisce con il tessuto sociale in cui opera?
Il nostro modo di interagire è piuttosto complesso in quanto cerchiamo di coinvolgere quante più fasce sociali possibili. Per tale ragione, visto che le nostre interlocutrici privilegiate sono le donne, cerchiamo di approntare servizi come quello di ginnastica, i corsi di autodifesa o ancora i percorsi di auto aiuto. È bene precisare, però, che ci rivolgiamo anche agli uomini, e soprattutto ai giovani, attraverso corsi di formazione.
Chi può e deve rivolgersi a Donne a Sud? Quali le vostre risposte operative alla violenza di genere?
A noi si rivolgono, e devono farlo, tutte (e dico tutte!) le donne che abbiano anche solo il dubbio di essere vittime di atti di violenza e sopraffazione, in famiglia come sul posto di lavoro. Le nostre risposte sono modulate a seconda della richiesta di aiuto e quindi offriamo, ovviamente in forma gratuita, il servizio di sostegno psicologico e legale.
Quali iniziative state portando avanti?
Innanzitutto continua il progetto “Io non ci sto” iniziato lo scorso anno e che ha visto coinvolti gli istituti scolastici superiori di Vittoria e di Comiso. Presto inizieremo i corsi di formazione destinati agli operatori del pronto soccorso di Vittoria.
Con quale progettualità guardate al futuro?
I progetti sono tantissimi e riguardano diverse attività. Il problema della violenza di genere va affrontato secondo le sue diverse sfaccettature e quindi innanzitutto puntiamo molto sulla informazione/formazione di quanti operano in questo ambito. Inoltre, ci interessano moltissimo le fasce più giovani della nostra società e per tale ragione vorremmo coinvolgerli con gli strumenti più consoni alle loro aspettative quali, per esempio, il teatro, lo sport e la danza.

[Fonte: Freetime]