I Drom Zero e la potenza espressiva di una visione onirica

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drom zero

DROM ZERO

Waves of sublime

Scorrendo lungo i gradini bagnati da onde di un meraviglioso SUBLIME.

Una via nelle profonde acque di un oceano morto.

“See the world in a grain of sand” [William Blake, Auguries of Innocence]

Quando la dimensione del divenire entra in connessione con quella dell’essere la coscienza del sé si plasma solo percorrendo i gradini che portano a una sublime contemplazione. “Waves of sublime”, il progetto presentato dai Drom Zero a Welcome to Paradise 4, è un viaggio che sottende l’eterno ritorno verso una rinascita capace di elevare lo spirito al di sopra della tangibilità dell’ordinario, è la strada che ci riporta all’origine della vita, alla sua primordiale e viscerale essenza, tramite una potenza espressiva che si concretizza in una visione onirica in grado di far vibrare gli interstizi della memoria di un’innocenza perduta. L’istallazione audiovisiva, nella sua tridimensionalità, prende in prestito gli elementi portanti di una stanza che da vuota si riempie d’acqua digitale dal pavimento fino al soffitto. Nella parete una scala, i cui gradini ci conducono a ristabilire un contatto con la sensazione di essere immersi nell’avvolgente abbraccio del liquido amniotico. È come essere sospesi dentro una bolla, è come fluttuare lasciandosi cullare dalle “onde di un meraviglioso sublime”. È sprofondare senza il timore di annegare, è abbandonarsi senza la paura di perdersi, ma con il desiderio di ritrovarsi.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=3nadnKOcPP4[/youtube]

 

Il tema del viaggio si configura, alla luce di quest’ultimo lavoro, come il filo conduttore che lega tra loro le sperimentazioni dei Drom Zero all’interno di un instancabile percorso di ricerca che volge uno sguardo attento e appassionato all’esplorazione delle connessioni tra diversi linguaggi artistici: sonoro, musicale, letterario e visivo. Il reticolo che ne deriva conduce a una dimensione multiespressiva che si traduce in installazioni capaci di offrire allo spettatore un’esperienza interattiva. “Waves of sublime”, infatti, pur avendo una connotazione semantica ben precisa, lascia spazio a un campo di possibilità interpretative che trascendendo la definitezza dell’opera stessa aprono uno spiraglio a tutte quelle contaminazioni psicologiche, fisiologiche, ambientali e culturali che sono ineliminabili, in quanto insite nella fruizione, e che rendono l’arte dialogo interpersonale e, quindi, atto comunicativo allo stato puro.

Il collettivo Drom Zero nasce nel 2013 e coinvolge diversi artisti tra musicisti, letterati, graphic designer e videomaker che hanno deciso di investire in questo progetto la loro esperienza artistica e professionale rinunciando alla propria individualità per confluire all’interno di una dimensione creativa corale.

Il collettivo ha partecipato anche a Welcome to Paradise 3, dove ha presentato, ispirandosi al tema “la fiera delle vanità”, un’istallazione con due video realizzati partendo dalle tracce Borderline e Howl, tratte dallEP “Big Mess”, opera degli stessi Drom Zero influenzata dai temi della beat generation e da Allen Ginsberg. Completavano il progetto dei light box, attualmente ospitati dalla Farm Cultural Park di Favara, nati dalla sperimentazione visivo-cinetica relativa alla tecnica della scanimation in cui ogni oggetto fotografico muta la sua forma in relazione alla posizione del soggetto osservante all’interno dello spazio di fruizione che diventa luogo dinamico dagli esiti otticamente illusori ed emozionalmente inattesi.

Il progetto Drom Zero, sin dagli albori della sua creazione, si configura come una realtà aperta a inedite contaminazioni e collaborazioni in grado di generare nuove forme espressive che trovano nella sperimentazione l’essenza dell’arte intesa come esperienza estetica che coinvolge la sfera percettiva dell’individuo nella continuità temporale, concreta e vissuta della sua quotidianità.