Abbiamo ascoltato il disco di Suor Cristina, uscito oggi. E non ci è piaciuto

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Diciamoci la verità: rispetto alla grintosa energia di “Sister Cristina”, abilmente plasmata da J-Ax sul palco di The Voice, questo disco non mantiene le promesse. L’album pubblicato oggi dalla Universal Music la ripulisce dall’immagine accattivante della showgirl in tonaca e, sacrificandone persino la potenza vocale, di cui pure tutti abbiamo avuto prova al punto da non poterne dubitare, tenta di restituirle un’immagine candida, da giovinetta con le guance rosse. E non certo perché i brani scelti (dieci su dodici sono cover) non si prestassero.

Chi non ne avesse avuto abbastanza dopo lo sguardo spaesato del video di Like a Virgin e nemmeno dopo i risolini imbarazzati durante l’ospitata (immancabile) a Che tempo che fa, dovrà farsene una ragione attraverso queste dodici tracks che hanno lo stesso sound di epiche colonne sonore dell’adolescenza, un po’ Spice Girls per intenderci. Con la doverosa precisazione che di “spicy” in questo disco c’è molto poco, nemmeno in tracks che si sarebbero prestate benissimo a interpretazioni vigorose a cominciare dalla stessa Like a Virgin, per non parlare della pallidissima cover di Try (attendiamo un tweet di Pink, in merito…).

E se altri brani come I Surrender o la magnifica (nelle versioni precedenti) True Colors, si sarebbero prestati invece ad un’interpretazione più profonda e meditativa, anche qui Sister Cristina in studio di registrazione è stata avara di emozioni. Nemmeno la soluzione del coro gospel in Fix You, ne risolleva le sorti (escludendo il tweet dei Coldplay, attendiamo in questo caso quello di Whoopi Goldberg).

Ed è un vero peccato che nemmeno negli inediti – la ballata cantabile Fallin’ Free e L’amore vincerà, canzone manifesto della sua vita e della sua vocazione – resti solo un pallido ricordo di quella Sister Cristina capace di dare i brividi come in quell’indimenticabile What a feeling, sul palco in diretta su Rai 2.

Insomma, il debutto internazionale della nostra popstar è tutto orientato da intenzioni commerciali che – c’è tuttavia da scommetterci – verranno certamente soddisfatte. Il problema è che la carica sembra davvero scarsa e, dunque, insufficiente a fare ancora molta strada.

Chi volesse farsi la propria idea di questo disco, può comprarlo anche sulle piattaforme digitali o ascoltarlo in streaming su Google Play e Spotify. Qui i link:

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