“Racconti dal carcere”. In finale un detenuto della casa circondariale di Ragusa

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racconti dal carcere
immagine di repertorio

Nei mesi scorsi, su iniziativa della Presidenza del Consiglio Comunale e dell’Assessorato ai servizi sociali, presso la Casa Circondariale di Ragusa e nelle scuole della città sono stati promossi degli incontri, con la presenza dei giornalisti, rivolti ai detenuti ed agli studenti per presentare il Premio letterario nazionale Goliarda Sapienza”Racconti dal carcere”.

“Racconti dal carcere”,  è un’iniziativa ideata e curata dalla giornalista bolognese Antonella Bolelli Ferrera e rivolta a tutte le persone detenute che ha lo scopo di promuovere la cultura della legalità, anche attraverso altri progetti paralleli tra cui il cortometraggio “Mala Vita”, prodotto da Rai Fiction e Riviera Film e vincitore della menzione speciale della giuria del Cortinametraggio 2015, di cui vi proponiamo qui la visione.

 

 

La finalità di questo premio si identifica non solo nella diffusione della letteratura e della scrittura in favore di una categoria socialmente svantaggiata, ma anche, in conformità all’articolo 27 della nostra Costituzione, nella concreta possibilità di rieducazione del condannato attraverso le proprietà riabilitative del lavoro intellettuale.

Domani Antonella Bolelli Ferrera sarà a Ragusa per incontrare Giuseppe Fontana.

Ad accompagnare la giornalista bolognese nella sua visita alla casa circondariale sarà il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Iacono.

“Rientrare tra i finalisti del premio – ha dichiarato Giovanni Iacono – costituisce un eccellente risultato per l’autore ed anche per gli operatori dell’Istituto di Pena di Ragusa la cui attività di sostegno ha contribuito a stimolare  il desiderio di raccontarsi con sincerità attraverso uno scritto”.

A Giuseppe Fontana, come agli altri finalisti di “Racconti dal carcere”, è stato assegnato un tutor d’eccezione, lo scrittore Federico Moccia, che insieme a giornalisti, letterati e artisti di chiara fama ha offerto la sua collaborazione al progetto.

Tutti i racconti in concorso sono inediti, originali e ispirati a storie di devianza ed emarginazione sia dentro sia fuori dal carcere.

Le storie finaliste potranno essere pubblicate e i proventi delle vendite andranno a sostegno esclusivo di iniziative volte a promuovere la cultura della legalità.

“Con gli oltre duemila racconti che hanno partecipato al concorso in questi cinque anni, il Premio Goliarda Sapienza è diventato un osservatorio privilegiato del rapporto tra carcere e scrittura”. – ha dichiarato Antonella Bolelli Ferrera “Questo rivela un desiderio sempre crescente di mettersi a nudo attraverso la parola scritta, come atto di libertà. Per gli scrittori, giornalisti e artisti affermati, che come Tutor letterari entrano in relazione con le persone detenute attraverso le loro storie, rappresenta invece un’occasione di arricchimento personale dal punto di vista umano. Questo vale anche per me, fortemente.”

La premiazione avrà luogo il 16 novembre prossimo e madrina di questa quinta edizione, promossa da inVerso Onlus, DAP Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Dipartimento per la Giustizia Minorile e SIAE, sarà la scrittrice Dacia Maraini.