Sei insegnanti di sostegno in più per le scuole della provincia di Ragusa

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Immagine di repertorio

Sono sei gli insegnanti di sostegno in più che Palermo ha deciso di assegnare alla provincia di Ragusa, accogliendo le richieste che i sindacati del mondo della scuola (Flc CgilCisl, Uil, Snals e Gilda) avevano fatto pervenire, nei giorni scorsi, all’USR Sicilia, l’Ufficio scolastico regionale.

La richiesta sembrava essere caduta nel vuoto, invece, alla fine, è stato deciso per 123 docenti in deroga per tutta la Sicilia di cui 6, per l’appunto, per gli istituti iblei. Si tratta, sicuramente, di briciole, anche perché questi 123 serviranno a coprire tutti i vari ordini di scuola, ma dietro vi sono, comunque, degli insegnanti che per un anno potranno evitare di fare la valigia e di intraprendere il viaggio della speranza verso il nord Italia.

Intanto, nei locali dell’Istituto Fabio Besta di Ragusa, sono stati assegnati gli incarichi annuali ai precari delle GAE (le graduatorie ad esaurimento) e adesso, a pochi giorni dall’inizio ufficiale dell’anno scolastico 2015/2016, previsto per lunedì, restano solo da controllare le ultime rettifiche interne che arrivano dal Provveditorato, proprio in merito alle assegnazioni provvisorie.

“In un momento estremamente delicato come questo – fa sapere Adriano Rizza, segretario generale della Flc Cgil di Ragusa – ritengo sia da sottolineare il grande lavoro che hanno portato avanti, per tutta l’estate, i funzionari del Provveditorato ma, soprattutto, i dirigenti scolastici. A loro, infatti, spettava il compito di regalare ai docenti precari l’ultima speranza di rimanere a Ragusa, conferendo gli incarichi a tempo determinato per un tot di ore settimanali. Avrebbero potuto farlo la settimana prossima, ma hanno dimostrato grande solidarietà e vicinanza ai docenti provvedendo già nei giorni scorsi in modo che entro domani, termine ultimo perché gli insegnanti dicano se accettano o rifiutano il posto, si possa già avere il quadro chiaro, e chi resta fuori possa materialmente avere il tempo di programmare la partenza”.

Archiviato, per modo di dire, il problema dei docenti, la mobilitazione contro “La buona scuola” di Renzi non si ferma. I sindacati, unitariamente, hanno intenzione di convocare delle assemblee con le RSU delle scuole, perché il timore è che la riforma della scuola, ormai diventata legge, possa innescare dei meccanismi di conflitto tra i cosiddetti “super presidi” e gli altri operatori.

Domani, inoltre, a Roma, è in programma una riunione di tutti i sindacati di settore d’Italia, con una rappresentanza di tutte le Rsu del territorio nazionale.