Il problema non Halloween, è la nostra società ‘smemorata’

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Come accade ogni anno in questo periodo la società si divide tra chi è favorevole alla festa di Halloween e chi invece sostiene che bisogna rispettare le tradizioni cristiane della nostra terra ovvero celebrare il giorno di Ognissanti e soprattutto ricordare i nostri cari defunti.

Per la nostra generazione e per quella passata nemmeno si pone il problema. In noi è vivido il ricordo in cui questi erano giorni particolari da vivere con rispetto, quella giusta mestizia perché si ricordava chi non c’era più e la felicità di noi bambini che ricevevamo i regali e che quindi avevamo ancora più rispetto per i morticini che spesso non avevamo nemmeno conosciuto e che pure erano così buoni con noi. E poi quel meraviglioso momento in cui vestiti a festa ci recavamo al cimitero. Quei lunghi viali dove leggevamo i nomi di persone sconosciute morte in un altro secolo e costruivamo nella nostra mente racconti fantastici su cosa era successo loro. Oppure la pena che si provava per le foto dei bambini che un tempo si aveva l’abitudine di fotografare anche da morti sul letto dei genitori. E poi i racconti dei nostri genitori sui loro nonni che ce li mostravano bambini come noi.

Adesso il problema non è solo che non c’è rispetto per il passato ma dietro la scomparsa del significato di queste festività ci stanno aspetti molto più gravi come il venir meno di alcuni valori fondanti della società in primis la famiglia, oggi non si ha tempo di pensare ai vivi figuriamoci ai morti. Quindi io non critico la festa di Halloween critico piuttosto il percorso che ha portato oggi la nostra società a dover scegliere facendo sì che la festa dei mostri e delle streghe si insinuasse nei nostri usi e costumi.