Il messaggio pasquale del vescovo di Ragusa: “Cristo nostra speranza è risorto! Alleluia”

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La Pasqua e la sua celebrazione annuale ci impegna a ripercorrere la Scrittura, a conoscere le profezie e ad entrare nel cammino misterioso del Figlio di Dio, venuto nel mondo per la nostra salvezza. Gesù si è consegnato alla morte perché quella era la strada scelta dal Padre per riportare l’umanità alla comunione con Lui. Passando attraverso la crocifissione, la morte e la sepoltura, Gesù è ridato all’umanità, Risorto! Un mistero grande che viene celebrato ogni domenica, Pasqua della settimana e in ogni Eucaristia.

La nostra vita cristiana prende significato dalla Pasqua. Anche noi, nel battesimo, siamo resi partecipi di questo mistero: immersi nelle acque della morte siamo rinati con Cristo a vita nuova. Chiediamoci allora: noi, come cristiani, oggi, nella nostra società sempre più incolore, dove ci collochiamo? Tra quei discepoli “nascosti” per paura, o tra il piccolo resto dei fedeli, di donne, che non lasciano Gesù neppure di fronte alla croce?

Celebrare la Pasqua ci impegna a vivere da risorti, lasciando che la divina misericordia tolga la pietra tombale dal nostro cuore e dalle nostre situazioni di vita, per portare nel mondo la speranza ed essere comunicatori di gioia. Gesù è risorto e noi crediamo in lui anche senza averlo visto! Di Pasqua in Pasqua compiamo un cammino che ci rende sempre più immagine del Figlio di Dio, morto e risorto, più capaci di dare un senso anche alla nostre croci, di alimentare la vita nell’incontro eucaristico con Lui, sorgente della gioia!

La prima ad incontrare Gesù risorto il mattino di Pasqua è Maria Maddalena.

Folgorata da quella visione ella corse dagli altri discepoli e, col cuore in gola, annunciò loro: “Ho visto il Signore!” (Gv 20,18). Anche noi, che abbiamo attraversato il deserto della Quaresima e i giorni dolorosi della Passione, oggi diamo spazio al grido di vittoria: “E’ risorto! E’ veramente risorto!”.

Ciascuno di noi è chiamato a rivivere la medesima esperienza di Maria di Magdala. E’ un incontro che cambia la vita: l’incontro con un Uomo unico, che ci fa sperimentare tutta la bontà e la verità di Dio, che ci libera dal male non in modo superficiale, momentaneo, ma ce ne libera radicalmente, ci guarisce del tutto e ci restituisce la nostra dignità. Ecco perché la Maddalena chiama Gesù “mia speranza”: perché è stato Lui a farla rinascere, a donarle un futuro nuovo, un’esistenza buona, libera dal male.

La fede pasquale è vita da risorti, è mistero e dono. Noi crediamo all’amore che vince, quell’Amore che è più forte della morte. Dal Signore risorto imploriamo la grazia di non cedere all’orgoglio che alimenta la violenza e le contese, ma di avere il coraggio umile del perdono e della pace.

Pace e speranza chiediamo per le nostre famiglie disgregate, per gli emarginati, i carcerati, i poveri e i migranti che spesso sono rifiutati e maltrattati, pace per i malati e i sofferenti, per i bambini, specialmente quelli che subiscono violenze.

A tutti giunga il consolante saluto del Signore: “Pace a voi! Non temete, sono risorto e sarò sempre con voi”.

Buona Pasqua, cari Amici! Buona Pasqua a tutti!