Montalbano, sulla terrazza del Commissario indaga la Procura? Il proprietario: “E’ in regola”

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Era stata, questa mattina, l’associazione dei consumatori Codacons, a chiedere al Procuratore della Repubblica di Ragusa, Carmelo Petralia, di aprire un’indagine sul caso della terrazza della ‘casa’ del Commissario Montalbano, a Punta Secca.
Secondo l’associazione, il procuratore avrebbe aperto un fascicolo per un’indagine conoscitiva.
Questa la nota del Codacons: 
“Il sospetto sulla regolarità della costruzione sulla spiaggia di Punta Secca, frazione di Santa Croce Camerina, fu adombrato già dieci anni fa proprio dalla scrivente Associazione e oggi a rilanciare il dibattito è stata la trasmissione tv ‘Le Iene’, i cui reporter avrebbero consegnato al sindaco della cittadina del Ragusano, Franca Iurato, un dossier con alcuni documenti che proverebbero l’abuso relativamente alla terrazza, dove il commissario Montalbano, creato dalla fantasia dello scrittore Andrea Camilleri, tra una colazione e una cena risolve i casi di cronaca nel paese, immaginario, di Vigata. E’ di tutta evidenza la necessità che la Procura intervenga dando esecuzione immediata a ordinanze e sentenze rimaste inattuate poiché se dovesse essere accertato che ad oggi la terrazza della casa di Montalbano risulta non essere a norma, e se in passato vi sono stati abusi edilizi riconosciuti dalle autorità competenti, allora la stessa terrazza debba essere demolita seduta stante, chiedendo altresì il sequestro del servizio delle Iene”. 
C’è chi teme, però, che possa trattarsi di un polverone per mettere in cattiva luce il territorio ibleo. Montalbano è uno spot che richiama ormai da anni un notevole flusso di turisti in provincia di Ragusa.
Con un giro economico di tutto rispetto.
Sulla legalità non si transige, ma i dubbi sulla battaglia contro una singola, ancorchè ormai celebre, terrazza rimangono tutti.
E ai microfoni del collega Fabio Giuffrida di Fanpage, il proprietario della villa, Pietro Di Quattro, dichiara: “Le Iene partono da un presupposto reale ma arrivano a conclusioni sbagliate”.
In pratica nel 1992 la Capitaneria di Porto riscontrò che sul demanio marittimo insisteva il terrazzo e ne ordinò la demolizione. Tuttavia venne presentato ricorso alla Pretura di Comiso. 
“Sono risultato indenne – spiega Di Quattro – , assolto per non aver commesso il fatto poiché ho dimostrato che nel 1925 mio nonno aveva comprato dallo Stato quella porzione di demanio marittimo dove oggi insiste il terrazzo”.