Condannato a 7 anni e 6 mesi l’ex primario di Chirurgia del Civile Ignazio Massimo Civello

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Pochi istanti fa la sentenza è stata pronunciata al Tribunale di Ragusa.

Condannato, in primo grado, a 7 anni e sei mesi l’ex primario di Chirurgia del Civile Ignazio Massimo Civello, mentre gli altri imputati Rosario Arestia e Vincenzo Antonacci sono stati assolti.

Il pubblico ministero aveva chiesto, nel corso dell’udienza del mese scorso, una condanna a sette anni e otto mesi di reclusione per l’ex direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia dell’ospedale Civile di Ragusa.

Qualche minuto prima delle 17,30 di oggi il presidente del collegio giudicante, Vincenzo Ignaccolo (a latere Ivano Infarinato ed Eleonora Schininà) ha letto la sentenza.

Oltre alla condanna a sette anni e sei mesi ha disposto l’estinzione del rapporto di lavoro o di impiego presso amministrazioni o enti pubblici o a prevalente partecipazione pubblica e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per l’ex primario di Chirurgia di Ragusa difeso dagli avvocati Sbezzi e Grasso.

Il Tribunale ha disposto anche il risarcimento danni e spese legali e processuali per Asp, Confconsumatori e per una parte civile per un totale di 56.000 euro oltre al risarcimento per un’altra parte civile da liquidare in separata sede con provvisionale di 30.000 euro oltre a 6.000 euro di compensi legali.

Assolti, come detto, i medici Vincenzo Antonacci e Rosario Arestia “perchè il fatto non sussiste”.

Assoluzione anche per Sebastiano Raciti, sempre con formula piena.

Il primario era finito ai domiciliari nel gennaio del 2011 nel corso dell’operazione “Alpi Iblee” per essere scarcerato una ventina di giorni dopo. L’indagine era stata condotta dal Nas dei carabinieri.

Come chiarirono i carabinieri in occasione dell’arresti, la vicenda riguardava “numerosi casi di concussione ai danni di altrettanti pazienti, indotti dal predetto primario a richiedere le sue prestazioni a pagamento con la falsa prospettazione, in caso contrario, di lunghissime liste d’attesa e della non certezza di essere operati dal medesimo” e la “alterazione delle liste d’attesa, dando la precedenza a quei pazienti che erano transitati dagli studi privati del medico”. 

Per alcuni reati Civello è stato assolto, per altri, invece, è stata sancita la pesante condanna in primo grado. 

La nota di Confconsumatori, parte civile nel processo:

Confconsumatori esprime soddisfazione per tale sentenza attraverso la quale il diritto alla salute del cittadino, previsto dal Codice del Consumo come primo tra i diritti fondamentali, trova ulteriore conferma. Ma esprime soddisfazione anche perché tale condanna potrà costituire un deterrente nei confronti di tutti quei comportamenti che, nel mondo sanitario, non rispettano la dignità della persona.

Adesso attendiamo le motivazioni della sentenza – dichiarano la Presidente Mara Colla, l’avv.Samantha Nicosia responsabile Confconsumatori Ragusa e l’avvocato Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia che ha rappresentato in giudizio l’associazione e il paziente – che potranno costituire un utile e importante precedente in questa materia. Anche in Sicilia, ormai, le battaglie di Confconsumatori nel campo della sanità si consolidano e confermano un vasto impegno anche in questo settore”.