L’assedio delle opposizioni contro i 5 stelle, ma è la città a rischiare di ‘capitolare’

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Le «vendette» degli ex, una certa ritrosia al confronto da parte dell’amministrazione comunale (che sa bene di non avere più i numeri in aula) e una chiara volontà di mettere in difficoltà i 5 stelle da parte delle opposizioni.

È questo il mix che ha trascinato l’aula in una sorta di Vietnam per l’amministrazione comunale, e per la città tutta, con la bocciatura delle variazioni di bilancio. Spostamenti di somme significativi, c’è chi parla di venti milioni di euro, anche se l’assessore al Bilancio Stefano Martorana «frena» sui numeri.

Il dato politico è chiaro: in aula si è andati al 15 contro 15, determinando la bocciatura dell’atto proposto dall’amministrazione che aveva fatto ricorso a una specifica previsione della legge, che consente di procedere, per via d’urgenza, chiedendo al consiglio solo una ratifica. Voto di ratifica, però, che non è arrivato, determinando nei fatti una situazione anomala. Per questo motivo già da domani i dirigenti di Palazzo dell’Aquila chiederanno alla Corte dei Conti come comportarsi. Durissima la reazione del sindaco che, insieme alla compagine amministrativa, ieri mattina ha incontrato la stampa. Ha riconosciuto come la «debacle» in aula sia stata ordita dalle opposizioni unite, con la «new entry» Mariarosa Marabita, l’esponente 5 stelle vicina al gruppetto di «dissidenti» pentastellati non riconosciuti da Grillo.

Piccitto ha chiarito: «Se qualcuno pensava con questo atto di dare una spallata all’amministrazione, voglio rassicurarlo: non sono un irresponsabile da lasciare la città a un commissariamento. Se vogliono, hanno un solo modo: presentino una mozione di sfiducia».

Sia Piccitto che Martorana hanno poi spiegato che ora c’è tempo fino al 31 dicembre per rimediare al voto negativo. «La legge – ha detto il sindaco – impone di dare una soluzione a questo disastro. Se le opposizioni hanno questa soluzione, bene. Anzi, invito loro a proporla. Se non ce l’hanno, la troviamo noi».

Pochi minuti prima le opposizioni avevano tenuto un incontro con la stampa, rimarcando il risultato politico della bocciatura.

[Fonte Giornale di Sicilia]