I Salesiani chiudono la scuola di Formazione professionale di Ragusa: undici operatori licenziati

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Una manifestazione di due anni fa per salvare la storica scuola di formazione

Dopo quasi 60 anni di attività, chiude il Centro di formazione professionale dei Salesiani. Undici gli operatori licenziati, cinque quelli trasferiti in altra sede, cioè nei Cnos-Fap di Palermo, Gela e Catania.

Quasi duecento i ragazzi che non potranno più proseguire gli studi. Tre i corsi che venivano erogati: metalmeccanico, meccanico ed elettricista. I licenziamenti saranno operativi dal dodici gennaio, mentre i docenti trasferiti nelle altri sedi dove i Salesiani operano nella Formazione professionale sono già al lavoro. Con non poche difficoltà, essendo stati costretti a spostarsi in altri centri anche molto lontani da Ragusa.

È stato il consigliere comunale del Pd, Giorgio Massari, a manifestare solidarietà ai lavoratori nel corso della seduta del consiglio in programma ieri pomeriggio.

«Voglio manifestare solidarietà a tanti ragusani che in questi anni hanno perso il lavoro, in un contesto economico, quello ragusano, in profondo declino. Penso alla chiusura della Tidona, ai professori e gli operatori del Cnos-Fap di Ragusa, uno storico ente di formazione nato agli inizi degli anni ’60. Un ente che quest’anno chiude dopo per avere fornito per 30 anni servizi a questa città».

Massari ha aggiunto: «In tutti questi anni, è stato fornito un servizio fondamentale ai ragazzi, ai giovani più disagiati non solo della città. Perché il Cnos ha svolto una funzione di formazione professionale non solo per Ragusa, ma per tutta la provincia, fornendo formazione alternativa rispetto a quella tradizionale e classica».

Una formazione che a quanti «erano considerati scarti dalla scuola tradizionale, ha permesso di trovare un lavoro. Ha permesso a tanti giovani di aprire imprese, di trovare occupazione».

In questi anni il Centro di formazione dei Salesiani ha formato migliaia di ragazzi. Tantissimi provenienti da tutte le città della provincia, per imparare un mestiere. Numeri sempre alti, soprattutto per la presenza dei ragazzi in età dell’obbligo formativo. Negli anni, la situazione è andata sempre peggiorando, per via di problemi legati soprattuto alla burocrazia regionale. Ma non solo. Docenti e personale amministrativo non pagati per diversi mesi, con numerose proteste per chiedere alla Regione di sbloccare i fondi. Quest’anno sembrava che la situazione si fosse normalizzata, ma i Salesiani hanno deciso di «mollare».

Qualche soluzione si potrebbe profilare per cercare di «salvare» una storica istituzione e, soprattutto, per consentire ai lavoratori di riprendere le attività. Non è di poco conto, poi, la questione degli studenti, giovani che rischiano di rimanere in mano senza alcuna attestato di qualifica e, dunque, senza un futuro.

Per questo, l’auspicio di tutti è che si possa trovare una soluzione per far ripartire i corsi all’interno della storica struttura di corso Italia.

[Fonte Giornale di Sicilia]