Rosso: “Crescono i flussi turistici. Ora puntiamo sulle start up per nuova ricchezza e occupazione”

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“Il Censis conferma quanto andiamo dicendo sul turismo. Il trend di Montalbano tira ancora e la domanda rispetto al nostro territorio continua a crescere”. Lo dice Nitto Rosso, commissario di Alternativa Popolare per la provincia di Ragusa e candidato all’Ars in vista delle elezioni regionali del prossimo 5 novembre.

“Secondo il Censis – spiega Rosso – nel 2016, nella provincia di Ragusa, si sono registrate oltre 1,2 milioni di presenze (notti trascorse dai turisti nelle strutture alberghiere ed extralberghiere), secondo i dati provvisori registrati dalla Regione Sicilia. Si tratta di un picco storico straordinario, se si considera che nel 2014 le presenze si attestavano intorno alla cifra di 829.000. In due anni si è registrato quindi un balzo del 48%. Dietro questo miglioramento esponenziale c’è un significativo cambiamento della composizione dei flussi. Se nel 2014 le presenze di italiani e stranieri si equivalevano (414.000 contro 415.000), nel 2016 il turismo internazionale è salito a 726.000 presenze, arrivando a rappresentare il 59% del totale.

Il Censis ha messo in evidenza come la domanda di servizi ha subito un completamento e che ad oggi sono richiesti pacchetti comprensivi non solo della ricettività ma anche della visita ai centri storici, alla degustazione del tipico ed ai percorsi enogastronomici. E’ un puzzle che si sta riempendo di tessere. Una volta c’erano solo le eccellenze dell’enogastronomia stellata, le cantine e la Dop Monti Iblei, oggi si uniscono anche altre realtà di segmento diverso che riescono a completare la domanda”.

“Concordo – aggiunge Nitto Rosso – con quanto sta facendo Giovanni Occhipinti, nei panni di presidente del Distretto turistico degli Iblei, che insieme al Censis stanno lavorando su questo progetto della Carta di Valorizzazione che mira a creare sistema, a mettere in rete un quadro esistente frastagliato, per uniformare la domanda, e creare quello che potremo definire Sistema Territorio ibleo. Certo che sono d’accordo, non fosse altro che su questo progetto ho messo la mia firma, ci ho creduto e l’ho portato avanti, nei panni di dirigente della Provincia regionale di Ragusa, quando era ancora un ente pubblico in grado di programmare e realizzare progetti comunitari e non uno stipendificio, come l’hanno ridotto in questa ultima fase”.

“Ma non basta – spiega ancora Nitto Rosso – non basta perché l’esistente non riesce a contenere la domanda di ricettività che come dice giustamente il Censis sta crescendo. Non basta perché la risposta che dobbiamo dare alle generazioni di giovani disoccupati non è, e non può essere quella che diventeranno tutti cuochi o camerieri delle strutture già esistenti. La risposta che dobbiamo dare è quella che dobbiamo fare in modo di generare 100 start up sul turismo nell’arco temporale di 2 anni, 100 giovani piccoli imprenditori, per favorire la nascita di nuovi sistemi di ricettività, anche mono camera, la nascita di nuovi sistemi di ristorazione, di nuovi punti di local trade”.

“Io comprendo che questi sistemi di ricettività rischiano di drenare risorse economiche alle strutture più grandi che viaggiano sul turismo di massa, comprendo che la concorrenza in questa fase può essere temuta, ma la scommessa vera è quella di generare nuova ricchezza che può arrivare da nuove strutture e non dal maggior profitto delle strutture esistenti. Chi comprende questo comprenderà che questo sistema articolato domani genererà un moltiplicatore dell’offerta turistica del territorio che si collocherà nei mercati più importanti del turismo. Non è pensabile che i soldi della programmazione possano essere favorevolmente investiti per far crescere strutture esistenti o grandi alberghi. Io sono perché al posto della competitività dell’esistente si investa sulle nuove imprese, sulle nuove aziende, in regime de minimis, e con il vincolo della territorialità, per garantire programmate aree di investimento in Sicilia, e non la corsa al contributo con il sistema del click day che è priva di qualsiasi logica di intervento mirato. Questa deve essere la scommessa vera del territorio e l’unica cosa concreta che potremo fare per questa terra e per questi ragazzi. Facciamo ritornare chi è già scappato”.