Sentenza Muos, il day after: “Due pesi e due misure, la solita vergogna italiana”

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Un momento della manifestazione di sabato 31 marzo

Dato che in una riserva che ricade in fascia A la legge ci dice che ormai si può edificare, a questo punto anche i cittadini di Niscemi inizieranno a realizzare lì le loro abitazioni”. E’ la provocatoria affermazione con la quale Rino Strano, in rappresentanza di WWF e No Muos, commenta la sentenza emessa ieri dal tribunale monocratico di Caltagirone. Tutti assolti “perché il fatto non sussiste” e “rigetto della richiesta di confisca della struttura“: così si è concluso il processo, celebrato col rito abbreviato, a un dirigente della Regione Siciliana e a tre imprenditori, accusati di abusivismo edilizio e violazione della legge ambientale per la costruzione del Muos all’interno della Sughereta. Imputati erano l’ex dirigente dell’assessorato all’Ambiente Giovanni Arnone, il presidente della “Gemmo Spa” Mauro Gemmo, e i titolari di due imprese di subappalti: Concetta Valenti e Carmelo Puglisi. La Procura aveva chiesto la loro condanna a un anno e al pagamento di 20 mila euro di ammenda ciascuno, oltre alla confisca della struttura. Secondo l’accusa, sostenuta dal procuratore Giuseppe Verzera, l’impianto era stato invece realizzato “senza la prescritta autorizzazione“.

Proprio sabato scorso si è svolta una manifestazione molto partecipata a Niscemi. Un migliaio i cittadini che, in corteo, sono tornati a chiedere l’eliminazione del sistema satellitare americano. “La sentenza di ieri ci conferma che, in Italia, esistono due pesi e due misure: una per il privato, l’altra per il pubblico e, nello specifico, per gli Stati Uniti che, nella loro nazione, non si permettono di costruire nulla all’interno di parchi e riserve. Qui, invece, fanno quello che vogliono, forti di leggi e Istituzioni che glielo permettono. E’ la solita vergogna italiana – continua Strano – ma non ci fermeremo. Questo era il primo grado, e impugneremo la sentenza perché è ingiusta. Non vi è alcuna deroga per le costruzioni militari in fascia A, in queste aree non si può toccare nemmeno un filo d’erba. Se la legge dice che il MUOS è una struttura necessaria per la sicurezza nazionale, la accetteremo, ma la spostino da un’altra parte. Nella riserva non si costruisce, lo hanno ribadito pure due sentenze del TAR. Adesso – conclude – programmeremo nuove manifestazioni, e che sia chiaro: non molleremo fino alla vittoria”.

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Intanto anche sulla sua pagina Facebook il giornalista e attivista Antonio Mazzeo ha postato dichiarazioni molto forti a seguito della sentenza di ieri. “In nome del Popolo Italiano si sentenzia che il Muostro USA non ha mai stuprato la riserva naturale protetta di Niscemi. Anzi, che la riserva naturale protetta di Niscemi non esiste. Prendiamo atto che nelle guerre moderne le prime vittime sono la verità e la giustizia, e che i processi di difesa e autodeterminazione dei territori devono essere annientati con tutti i mezzi: repressioni, condanne e carcerazioni comprese”.