Carmelo Ialacqua: “Che fine ha fatto il progetto del Parco degli Iblei? È tra le nostre priorità!”

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Abbiamo atteso, ma gli anni (7 per la precisione) sono passati inesorabilmente senza alcun riscontro. Adesso diciamo basta! Penseremo noi al Parco degli Iblei, su cui si è fatto un gran parlare, un riempirsi la bocca di paroloni e concetti etici come eco sostenibilità, buttando fumo negli occhi, senza agire. A noi interessa e sul serio”.

Così il candidato sindaco di Ragusa di Città Futura Carmelo Ialacqua che ha messo tra le priorità del suo programma la realizzazione del Parco degli Iblei, fondamentale per salvaguardare il patrimonio di biodiversità del territorio ibleo, oltre a favorire progetti imprenditoriali basati su micro aziende a conduzione giovanile e a gettare le basi per rinvigorire il circolo virtuoso del turismo.

Ricordo a me stesso e a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del nostro territorio – ha spiegato Ialacqua – che l’iter per l’istituzione del Parco degli Iblei prese le mosse alla fine del 2007. Nel 2010 si concluse la fase di concertazione tra tutti i rappresentanti dei territori coinvolti (oltre Ragusa anche le province di Siracusa e Catania) con una prima proposta di perimetrazione e zonizzazione che l’anno successivo venne trasmessa da parte dell’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente. Su questa ipotesi si registrò l’opposizione di alcuni comuni coinvolti nella progettazione, tra cui quello di Ragusa. Solo tre anni fa l’amministrazione di Palazzo dell’Aquila ha formalizzato l’ampliamento della perimetrazione del Parco degli Iblei e nel 2017 i Liberi consorzi di Ragusa e Siracusa hanno riaperto la concertazione con i portatori di interesse per arrivare ad una nuova ipotesi di perimetrazione e zonizzazione presentata all’assessorato regionale competente, ma non ancora trasmessa al Ministero. Ecco, in estrema sintesi, l’iter seguito. Oggi vogliamo farci portavoce di questa grande opera che ha insite nei principi costitutivi tantissime ricadute vantaggiose sotto tanti punti di vista: ambientale, economico, lavorativo, turistico, culturale ed anche di conservazione di una memoria che nei decenni si è persa tra i meandri degli interventi massivi di edificazione che sono stati compiuti sul nostro territorio. Ragusa – ha proseguito Ialacqua – ha bisogno di tornare a battersi per una progettualità che ha solo vantaggi e che ha rischiato in questo lungo lasso di tempo di perdersi tra iter burocratici farraginosi e poco incisivi. Vogliamo essere portavoce di chi ci ha creduto sul serio e continua a farlo. Sono stati tanti i cittadini, gli addetti ai lavori, i curiosi, gli amanti della natura che per cultura personale hanno cominciato a documentarsi su questo progetto e a riscontrare ricadute benefiche. Non vogliamo che per i prossimi cinque anni quanto sinora compiuto venga rinchiuso in un cassetto, riservandogli solo l’oblio. Io ci credo! Noi ci crediamo e vogliamo avere un moto di orgoglio e smuovere le acque per tornare ad occuparci del Parco degli Iblei che ci appartiene e che rappresenta un volano per la sostenibilità ambientale, economica e sociale!”.