Laura Collesano, una vita tra i videogiochi e un futuro nei blog di settore

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Una laurea in Lettere ed una passione, artistica, per quelli che genericamente vengono indicati come videogiochi. Laura Collesano, 27enne ragusana, si sta facendo strada in un mondo dove le quote rosa scarseggiano.

“Al momento è solo una suggestione, non un lavoro – spiega – perché collaboro con un blog che si occupa di attualità e cultura oltre che ovviamente di giochi multimediali”.

“Un argomento che mi ha coinvolta sin da bambina – racconta – gioco da quando avevo tre anni, ricordo in braccio a mio padre le prime avventure grafiche che giravano sul Dos, coi floppy per cambiare capitolo. Più crescevo, più imparavo ad apprezzare le tante ed importanti sfumature dietro ad un videogioco e più fioccavano le domande: quando è che cresci? ma le ragazze non pensano a comperare borse invece di stare sempre con un controller in mano?”.

La passione di Laura non si è affievolita, anzi. “Ad un certo punto non è stato più solo divertimento o relax. Con determinati videogiochi mi capitava di andar oltre, di apprezzare la sceneggiatura e tutti i meccanismi narrativi che rendono la storia avvolgente. Forse – mi sono detta – è un mondo creativo di cui si può fare parte”. Anche se la strada non è affatto facile. “Già essere una ragazza che ama i videogiochi è una via molto solitaria. In più si tratta di approdare in un settore specifico”.

Eppure Laura non si è fatta scoraggiare. “Ho iniziato a contattare diversi siti specializzati, inviando recensioni. In questo modo ho iniziato a collaborare con blog qdss.it, un’aspirante testata giornalistica che si occupa interamente di videogiochi e di varietà. Gli stessi sviluppatori ci mandano versioni digitali con degli accessi gratuiti per recensirli. Non è un lavoro vero e proprio, al massimo possiamo giocare gratis. Tuttavia è la direzione che mi piacerebbe seguire. Non pensi mai possa diventare qualcosa di serio, eppure il settore del gaming anche in Italia pian piano sta iniziando a ritagliarsi il giusto spazio. In questo senso spero di sfruttare gli studi letterari ed i percorsi di approfondimento in materie cinematografiche e sceneggiatura. Vediamo che verrà fuori”. Dopo la laurea è ritornata in Sicilia, ma l’intento è quello di ripartire, “anche perché qua non credo di poter avere possibilità lavorative”. 

“Cosa hanno in più i videogiochi piuttosto che i libri o il cinema? In realtà amo tutti i mezzi narrativi, anche se il videogioco è un mezzo che ti catapulta in mezzo alla storia. Sei tu che fai parte integrante di ciò che sta accadendo, sei protagonista, hai la responsabilità di scrivere passo dopo passo gli sviluppi narrativi. Insomma, un coinvolgimento emotivo senza pari. Anche per questo motivo, pur amando il film horror, non riesco a giocare ai videogioco di questo genere. Ci sono grafiche sempre più avanzate, dietro c’è davvero una industria pari a quella cinematografica. In Italia non esistono case specifiche mentre in Francia c’è lo studio Quantic Dream, uno dei miei preferiti. Di recente ho recensito Detroit: Become Human, un videogioco d’avventura grafica molto interessante”.

“Quanto tempo passo con il controller in mano? Durante gli anni del liceo, a parte studiare non facevo molto altro. Ultimamente un paio di ore al giorno. Conosco persone che stanno online per giornate intere. Non sono quel tipo di giocatore, mi piace scoprire la storia lentamente, mi piace apprezzare tutto quello che sta attorno”.