Col cappero… che la toccate!

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Non capita tutti i giorni di trovare una pianta di cappero che, sfidando il cemento, germoglia in pieno centro della città.

È quello che è successo a Ragusa nei pressi della sede provinciale dell’INAIL. E data la rarità dell’evento un cittadino virtuoso e dal pollice verde si è premurato di segnalare il grazioso arbusto con tanto di avviso e invito a non toccare la rupicola Capparis spinosa.

Il cappero, molto diffuso in tutta la macchia mediterranea, è una pianta spontanea dalle scarse esigenze idriche. Questo la rende molto versatile nell’adattarsi all’ambiente circostante. Rimane però da capire come uno dei suoi semi sia arrivato fino in Piazza Gramsci lasciando tutto il resto all’imperturbabile corso della natura.

Sott’aceto, sotto sale, in salamoia, i capperi e i cucunci sono molto apprezzati e utilizzati in gastronomia per le loro inconfondibili note aromatiche che li rendono parte integrante e fondamentale di molte ricette della cucina siciliana: dalle paste alla caponata, dalle preparazioni a base di pesce alle focacce rustiche. Le foglie, previa breve cottura, vengono usate anche come insalata.

Sapidi e gustosi, i capperi racchiudono tutto il profumo del Mediterraneo, e la loro bontà è stata anche riconosciuta dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che li ha inseriti nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani.

Famoso è il cappero di Pantelleria IGP che ha ottenuto l’indicazione geografica tipica sia perché cresce in condizioni geo-climatiche uniche al mondo sia perché viene sottoposto a una lavorazione particolare che prevede la doppia salatura.

Un altro cappero che non possiamo non citare è quello di SalinaPresìdio Slow Food, che viene trattato artigianalmente tramite il processo di “curatura” in cui i capperi vengono accatastati in vecchie botti a strati alternati al sale. Questa operazione viene ripetuta più volte per un periodo variabile che va da 1 a 3 mesi.

Ora che ne sapete anche di voi di più, aguzzate la vista e guardate con attenzione tutte le piante che nascono spontanee in città, tra loro potrebbe nascondersi una prelibatezza come il cappero.