Pronti a bere la Coca Cola alla marijuana? Ecco i benefici del CBD

444
cbd

In Italia la cannabis light è arrivata nei tabaccai e quella terapeutica viene prodotta e distribuita solo per uso farmaceutico. Entrambe sono legali e il loro uso è regolamentato dalla legge.

Il Canada, il prossimo 17 ottobre, sarà il primo paese del G7 dove il consumo e la coltivazione di marijuana diventeranno legali.

Molte società in tutto il mondo stanno iniziando a investire nel settore della canapa che registra un trend positivo di crescita nel prossimo futuro. In molti scommettono anche nella sua legalizzazione in molti paesi da qui a breve.

Coca Cola non poteva di certo ignorare questa tendenza e per rimanere al passo con i tempi ha dichiarato che è in lavorazione il progetto per creare una nuova bevanda che contiene marijuana.

Naturalmente l’ingrediente che verrà impiegato sarà il solo cannabidiolo (CBD) che è la sostanza non psicotropa della cannabis, conosciuta per i suoi effetti rilassanti, antiossidanti e antinfiammatori.

Un prodotto che vuole mirare al benessere e che non avrà, è ovvio, nessun effetto psicoattivo perché non contiene THC. 

Ma facciamo ordine e cerchiamo di capire qual è la differenza tra CBD e THC?

Il CBD (cannabidiolo) e il THC (tetraidrocannabinolo) sono entrambe sostante contenute nella marijuana la differenza sta nel fatto che il primo non è psicoattivo, il secondo invece, che è il principio attivo della cannabis, ha effetti capaci di agire modificando lo stato psichico di chi ne fa uso.

È per questo che, in Italia, nella cosiddetta cannabis light adatta alla commercializzazione legale la percentuale di THC della pianta da cui viene prodotta deve rientrare tra lo 0,2% e lo 0,6% (per saperne di più potete consultare la Legge del 2 dicembre 2016, n. 242).

Si tratta quindi di una marijuana depotenziata rispetto quella usata per uso farmaceutico che ha percentuali di THC maggiori che si aggirano tra il 5% e l’8%. In questo caso non è consentito l’uso personale, pena la reclusione dai due ai sei anni.

Il CDB è invece semplicemente un metabolita, una sostanza che potenzia e prolunga l’azione del THC riducendone al tempo stesso gli effetti collaterali.

Numerosi studi, tra cui quello dell’OMS che potete consultare qui aprendo questo documento, hanno dimostrato che il cannabidiolo non solo non è pericoloso ma che ha tanti benefici. 

Le creme a base di CBD sono antinfiammatorie e aiutano quindi la pelle a trattenere l’umidità, combattendo l’acne e l’eczema.

Il CBD per le sue proprietà distensive e sedative favorisce il sonno, offre rilassamento a chi soffre di ansia e allevierebbe i sintomi della depressione.

Questa sostanza, inoltre, sta dimostrando le sue potenzialità anche nel combattere certi tipi di cancro, un campo di applicazione che attende le dovute verifiche e a cui si sta lavorando tramite la ricerca.

Sia l’industria alimentare, sia quella farmaceutica sono tutte d’accordo nel voler abbattere i falsi preconcetti che vedevano l’uso di cannabinoidi semplicemente legato al concetto di “sballo”. Il CBD sta, infatti, dimostrando su più fronti il suo valore come sostanza del benessere e presto a quanto pare entrerà nelle nostre case in svariati modi.