La sentenza è stata eseguita: i ‘condannati’ sono stati capitozzati

755

Nei giorni scorsi si era già tentato di salvare quei venti alberi del giardino della scuola ‘Don Bosco’ di Comiso. Un tentativo in extremis per evitare l’esecuzione o almeno per trovare forme meno drastiche.

Questa mattina, però, di buon mattino, senza che in giro si sapesse, operai e mezzi meccanici sono entrati in azione per eseguire la sentenza del giudice di pace. Con buona pace di quei grandi alberi, che probabilmente qualche problema potevano crearlo, ma che in altri contesti sarebbero stati salvati a ogni costo.

E invece nulla. Nessuno, questa mattina, ha fatto le barricate. Pare che nessun esponente dell’amministrazione si sia presentato sul posto.

E gli altri esponenti politici? Nessuno. Gli unici ad assistere all’impietoso lavoro di taglio degli alberi sono stati alcuni simpatizzanti della Lega: la ‘versione’ iblea è più verde del proprio leader, evidentemente.

Ore 13,30 lavoro praticamente finito. Tutti ‘decapitati’, tecnicamente capitozzati. Mancano alcuni fusti da portare ad altezza muro di cinta, come prevede la sentenza che ha nei fatti condannato a morte gli alberi. Magari la natura riequilibrerà in favore della giustizia, ciò che in punto di diritto è stato stabilito? Speriamo…

Morti nel silenzio, mentre proprio domani si terrà una bella iniziativa: “Alberi per il futuro”. Ne dà notizia Patrizia Bellassai dei 5 stelle. L’area verde individuata per la realizzazione dell’iniziativa è collocata in via Eugenio Montale – nei pressi dell’Eurospin- di fronte al realizzando asilo. «È una manifestazione che non ha colore politico, volta a valorizzare le zone verdi nelle nostra comunità. Chi pianta un albero oggi mette radici per una società migliore che ha cura della natura. Vi aspettiamo numerosi Domenica a partire dalle 9: partecipate insieme ai vostri bambini e siate protagonisti di questa importante iniziativa!  Chi vuole può portare con se l’attrezzatura utile per la piantumazione degli alberi».

Ma tornando ai nostri alberi, quelli fatti a pezzi questa mattina, c’è un post dell’ex sindaco Filippo Spataro: “L’indifferenza collettiva ha permesso che si scegliesse la via più semplice e più barbara: tagliare gli alberi, facendo prevalere l’interesse privato su quello pubblico. Sentenza o non sentenza, appello o non appello, di fronte a un movimento civico imponente questo non sarebbe accaduto; fidatevi, ve lo dico per esperienza diretta: l’amministrazione sarebbe stata costretta a trovare soluzioni alternative (una, seria, noi l’avevamo suggerita e se fossimo stati al governo l’avremmo praticata. Noi li abbiamo piantati, gli alberi, coinvolgendo scuole, insegnanti, associazioni… e in cinque anni non ne abbiamo mai tagliato uno: è un fatto, questo, indiscutibile). Ma tant’è. Buon weekend!
P.S.: evitate di indignarvi qui su FB, o di ripetere a pappagallo motivi “giuridici” per giustificare la vostra indolenza e la vostra ignavia… vostra e dell’attuale amministrazione; non ci fareste una bella figura. Ormai lo scempio è compiuto. Ma non ci abbattiamo… su, forza, andiamo avanti, ché Comiso diventerà bellissima!”.

E il commento di Gaetano Gaglio, ex vicesindaco e oggi consigliere comunale:

“Per due volte avevamo evitato un delitto contro la città presidiando l’area dei lavori. Questa volta hanno evitato con cura di farcelo sapere … e quasi come dei ladri, alle prime ore del mattino, hanno cominciato a tagliare. Quando sono arrivato sul posto era ormai tardi, gran parte del danno era stato fatto e non si poteva più impedire.

Non ho trovato alcun amministratore, solo la polizia e i vigili urbani, presenti a dimostrazione che l’Amministrazione sapeva e nulla ha detto ai cittadini e ai consiglieri comunali che pure avevano chiesto e ottenuto la garanzia che avrebbero avuto contezza della data per il taglio, dopo che non ci avevano consentito di assistere all’interlocuzione dello scorso 6 novembre quando per la seconda volta avevamo presidiato la scuola.

Gli operai della ditta incaricata, e ora chiederemo di sapere perchè non ha provveduto il personale del Comune, dentro e fuori il perimetro dell’asilo, quindi qualcuno li ha autorizzati, hanno proceduto velocemente, ma con probabili danni alla recinzione, di cui chiederemo conto e ragione in una immediata interrogazione consiliare, a togliere di mezzo gli alberi trentennali che avevano resistito a tutto, sentenze comprese, ma che non sono sopravvissuti alla sordità di chi ci amministra oggi.

In questa vicenda che lascia ferite profonde, resta il mio rispetto per Manuela Pepi, l’unica rappresentante dell’amministrazione in carica che nel bene e nel male ho visto impegnata a cercare di fare qualcosa e interessarsi o quantomeno provare a trovare una via. Alla sua buona fede ho creduto e continuo a credere.

Resta, profondo, il rammarico per la sordità rispetto alla soluzione (la trovate qui) che avevamo portato pure in consiglio comunale e che, inutilmente, discuteremo lunedì, dato che la maggioranza non ha ritenuto opportuno farlo quando si doveva.

Resta infine, malinconica e rabbiosa, la convinzione che con un sindaco coraggioso e di personalità ad amministrarci questo non sarebbe successo. Non c’è bisogno di scomodare lo storico Craxi che schierò i carabinieri a Sigonella per fermare gli americani, Io me lo ricordo, ad esempio, Filippo Spataro accanto a me ad impedire fisicamente lo smantellamento dei binari della nostra stazione. Inevitabile, dicevano. Tutto inutile, dicevano. Ma i binari non li smantellarono.

E ditemi se qualcuno di voi pensa sinceramente che con Filippo Spataro, e prima con Pippo Digiacomo o Salvo Zago, e oggi a Modica con Ignazio Abbate, o a Ragusa con Peppe Cassì, o a Ispica con Pierenzo Muraglie e potrei continuare con tutti i sindaci della provincia senza distinzione di colore politico o schieramento, questo schifo sarebbe accaduto nell’assenza di fascia tricolore o primi cittadini a fermare le motoseghe.

Io ci ho riflettuto dolorosamente, vi prego di farlo anche voi. E non credo che, nel vostro animo, arriverete a conclusioni diverse”.

E infine la replica dell’assessore Pepi:

 Il taglio degli alberi trentennali all’asilo Don Bosco, è l’epilogo scontato di una vicenda che, senza ombra di dubbio, è stata difficile da gestire. La notizia che la radicale potatura sarebbe avvenuta in data odierna ci è pervenuta ieri ma ci è stata chiesta la massima riservatezza per motivi di ordine pubblico e sicurezza. Oltre ai vertici dell’amministrazione, ne è stato messo a conoscenza solo il comandante dei Vigili Urbani. Per questo motivo, purtroppo, non è stato possibile divulgare la notizia. Siamo davvero rammaricati di non avere potuto raggiungere un esito diverso dalla transazione posta in essere ed è ovvio che questa amministrazione ha tentato di percorrere tutte le vie consentite. Il danno alla città è sotto gli occhi di tutti ma piangersi addosso non è più utile, conta insegnare ai bambini di quell’asilo  ed a tutti i bambini comisani che  dopo le cadute bisogna rialzarsi. Adesso è nostro impegno concreto trovare l’alternativa al danno ed è per questo che avvieremo alcune iniziative importanti che vedranno il coinvolgimento della città.

Gli alberi tagliati potranno essere utilizzati per tante iniziative che presto presenteremo alla città, già in vista del Natale oramai alle porte”!