Con le donne e il popolo curdo

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“Mentre queste parole vengono lette, più di trecentomila curdi stanno fuggendo dalle loro case e dai loro villaggi a causa di una sconsiderata invasione, voluta dal dittatore turco Erdogan, sul loro territorio: il Rojava.

Un popolo, quello curdo, a cui tutti noi dobbiamo essere riconoscenti e a cui vogliamo dimostrare, con tutti i mezzi a nostra disposizione, la più completa e concreta solidarietà.

Grazie per avere messo a disposizione, sul fronte di combattimento contro l’Isis e a costo di gravi perdite umane, la vostra fanteria, senza la quale, nemmeno la superpotenza statunitense avrebbe potuto sconfiggere il Daesh.

Grazie per averci dimostrato che il rispetto di genere, nell’amministrare la “cosa pubblica”, non è solo questione formale di bilanciamento di quote tra uomo e donna, ma una realtà concreta, quotidiana di sintesi e condivisione di scelte anche nel comando delle forze militari.

Grazie per averci insegnato come la parola “laicità” non sia solo un concetto astratto da intellettuali illuminati, ma una pratica quotidiana di convivenza civile tra le più diverse religioni, convinzioni politiche, etnie e radici.

Noi donne di ADESSO BASTA RAGUSA, estrema periferia meridionale dell’Europa, impegnate nella battaglia di sensibilizzazione contro la violenza di genere e per il rispetto delle differenze, ci sentiamo, altresì, impegnate a continuare a sostenere la vostra resistenza e a esprimere con ogni mezzo la nostra solidarietà a fianco delle donne e del popolo curdo”.