Wine up Expo dal 7 al 10 novembre a Marsala. Una nuova primavera siciliana

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Per il terzo anno consecutivo, Massimo Picciotto ed il suo team hanno organizzato a Marsala una manifestazione legata al mondo dell’enogastronomia siciliana che conta, con una sezione riservata alla mixology. Marsala al centro della scena per contribuire a far crescere il brand Sicilia. Ne abbiamo parlato in questa intervista con il presidente della Sicilia Pro Event, Massimo Picciotto.

Massimo Picciotto la terza edizione di Wine up Expo è alle porte, quali le assolute novità rispetto le precedenti edizioni?

La novità, che più che altro è una crescita esponenziale di quel che si era già fatto nelle passate edizioni, è la presenza di ben 150 berrette bianche. Chef, di cui 36 in gara, provenienti da tutta la Sicilia che hanno accettato di mettersi in gioco per un concorso culinario dove la competizione sarà sicuramente forte, ma il cui vero fine è promuovere la Sicilia e le sue eccellenze enogastronomiche. E poi la presenza eccezionale dei più grandi chef stellati siciliani con in testa il più rappresentativo, Ciccio Sultano, che renderanno speciale la kermesse con le loro masterclass.

 

Quale il quid in più che darà la città di Marsala, sede dell’evento dal 7 al 10 novembre?

La città di Marsala con la produzione di quel fantastico nettare che è appunto il Vino Marsala potrebbe assumere un ruolo sicuramente fondamentale per la promozione del brand Sicilia; in tutte le parti del mondo è conosciuto, anche se negli ultimi decenni errate scelte commerciali e forse scarsa capacità nella gestione marketing lo hanno relegato ad un uso irriverente, quello di ingrediente da cucina.

Tutto ciò che può dimostrare fuori dalla nostra isola cosa di buono la Sicilia sa offrire è importante.

 

Come si svolgerà la quattro giorni?

 Un incipit molto variegato, dalle masterclass all’esposizione di 50 fra le più rappresentative aziende produttrici di vere eccellenze enogastronomiche; un concorso Mixology con in gara 12 fra i più importanti bartender siciliani; il salotto grappa, sigaro, cioccolato, tutto rigorosamente made in Sicily. Ed ancora tre superlative cene di gala a 12 portate; tavole rotonde di altissimo livello tecnico, spettacoli realizzati da artisti siciliani di grande spessore ed una magnifica festa domenica 10 novembre, per San Martino, il cui ricavato sarà devoluto a favore del D.S.E. F.I.C. Sicilia, associazione nata in seno alla Federazione Italiana Cuochi che gestisce le emergenze dando il proprio supporto con le cucine da campo e le forniture di derrate alimentari laddove ci sono situazioni di necessità.

 

In che modo ritenete che questa manifestazione contribuisca ad accendere, in modo incisivo, i riflettori sul mondo enogastronomico siciliano?

 La Sicilia occidentale vive una situazione di evidente disagio rispetto quella orientale e questo non perché sia scarsa di grandi tesori naturali o architettonici, ma perché chiaramente sono mancate la capacità di fare squadra e la voglia di mettersi in gioco con validi progetti di lungo periodo, che invece hanno guidato e bene il territorio del sud est.

Con grande abnegazione e con forte volontà noi abbiamo cercato di dare uno scossone a questo elefante dormiente ed il risultato è stimolante, l’entusiasmo è palpabile, chissà possa essere una vera spinta per far sì che il torpore atavico venga rimosso e ci si possa tutti uniti, noi siciliani, battere per far venire fuori il diamante che è la nostra terra.

 

Cene a chef multiplo, che vuol dire e quale è l’obiettivo che si intende centrare?

 Le tre cene di gala vedranno ben dodici chef per ciascuna sera proporre i rispettivi piatti che oltretutto sono quelli in gara. La cosa più bella è che si potrà degustare l’antipasto frutto della creatività di un grande chef di Modica, a cui segue quello preparato da un monsù bagherese, ed ancora quello di un maestro cuciniere catanese; il cuoco di Vittoria proporrà il suo primo piatto ed a seguire sarà la volta di un maestro sanvitese; in poche parole tutta la Sicilia fianco al fianco saprà esaltare le eccellenze dell’isola e le prerogative di ogni territorio.

 

Quale il compito degli chef stellati siciliani che saranno in giuria?

Gli chef stellati saranno il motore di tutto. Le loro capacità ed il loro modo di interpretare la cucina che conta nei loro piatti saranno un momento di grande crescita e formazione per tutti; poi il fatto che siano pure in giuria non per criticare ma semmai per far capire quali sono i valori veri che si devono inseguire per essere apprezzati universalmente, con una cucina che sappia mediare tradizione ed innovazione, sarà il fiore all’occhiello di tutto il comparto culinario che si è organizzato.

 

Cosa rappresenta il trofeo La Medusa e, nei fatti, cosa sancirà?

 Medusa, una delle tre gorgoni, in realtà è una delle figure più ambigue dell’antica mitologia greca, seppur il suo nome etimologicamente vuol dire guardiana, protettrice. Il parco archeologico della mia città, Marsala appunto, ne conserva un mosaico bellissimo all’interno della Villa Romana; quando io ero un bimbo mi rifiutavo di mangiare, chi mi conosce ora stenta a crederlo… uno dei rari momenti in cui mi si apriva l’appetito era proprio quando i miei genitori mi portavano a passeggiare al parco ed io andavo a vedere la ‘bimba dai capelli di serpente’.

Quando tre anni fa abbiamo deciso di dare vita ad un concorso culinario siciliano la prima cosa che mi venne in mente fu proprio “la medusa”, ecco perché il nostro concorso si chiama “La Medusa”.

Cosa sancirà? Mi auguro, di cuore, una grande primavera siciliana.

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