Mascherine, sciarpa e foulard: ecco come funziona in Sicilia

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Coprire naso e bocca in caso si sia costretti a stare in luoghi dove non è possibile rispettare la distanza di almeno un metro l’uno dall’altro. È l’obbligo imposto dalla Regione Sicilia. Ma le mascherine sono ancora bene prezioso anche nell’Isola. E così l’ordinanza regionale chiede di utilizzare sciarpe o foulard. Una disposizione alquanto dubbia, perlomeno sull’efficacia. La mascherina dovrà essere portata costantemente dagli operatori all’interno degli “esercizi commerciali di vendita e distribuzione di generi alimentari, anche all’aperto”. Questi lavoratori dovranno anche utilizzare guanti monouso o, in alternativa, lavare frequentemente le mani con detergente disinfettante.

Sulla mascherina si assiste da giorni a un ‘balletto’ di dichiarazioni di scienziati di tutto il mondo. L’Organizzazione mondiale della sanità è scettica, ma non si capisce bene se è perché mancano o perché potrebbero inconsciamente trasmettere il messaggio a chi le porta che si può bypassare la norma sul distanziamento fisico di almeno un metro. Per il virologo Burioni sarebbe bene utilizzarla, quantomeno per proteggere gli altri. La virologa Capua dice che non l’indosserà, ma il suo messaggio è poco chiaro: “Le mascherine sono tante e hanno funzioni diverse, sono una barriera fisica. Ma i virus possono passare, anche se possono essere frenati da questa barriera fisica costituita dalle mascherine chirurgiche. Le mascherine con i filtri lasciamole al personale sanitario”. Sono una barriera, ma i virus possono passare, anche se possono essere frenati?! Siamo in piena pandemia anche sul piano della linearità dei messaggi da parte del mondo scientifico e politico.