Amarezza e sconforto da siciliani fuori sede per non poter tornare a casa

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Amarezza. E’ il sentimento comune espresso da molti siciliani residenti fuori la Regione che speravano di poter rientrare a casa, ma stoppati, nei fatti, dalla decisione del governatore Nello Musumeci di blindare la Sicilia ad ingressi per tutto il mese di maggio.

Di seguito la lettera che ci ha scritto una nostra lettrice. Lettera regolarmente firmata.

“Buonasera, le scrivo a nome mio e di tantissimi siciliani domiciliati al nord, per esprimerle quanta amarezza e sconforto stiamo provando in questi giorni, alle porte della fase 2. Avevamo tutti quanti la speranza di poter tornare alle nostre case, dalle nostre famiglie, dai nostri figli, che da più di due mesi non vediamo a causa di questa emergenza sanitaria. Ci sentiamo totalmente abbandonati e lontani dalle attenzioni del presidente regionale Musumeci, il quale bada bene alla salute di quei siciliani rimasti nella regione, si preoccupa delle loro esigenze lavorative e sociali, non curandosi della gran fetta di siciliani esuli nelle diverse regioni d’Italia. Tutti i cittadini italiani sono pervasi dalla paura del covid-19, tutti preferiamo rimanere a casa piuttosto che uscire e rischiare il contagio, tutti adoperiamo le misure di prevenzione raccomandate dallo Stato, tutti abbiamo a cuore la nostra salute e quella di chi ci sta vicino. Siamo noi a scriverle, quei siciliani che a Marzo siamo rimasti nelle nostre case del nord invece che precipitarci a prendere il primo treno o il primo volo in partenza, mettendo a rischio tutto e tutti. Siamo noi siciliani del nord, responsabili e altruisti. Così come noi ci siamo preoccupati della nostra cara regione Sicilia, priva di una ben gestita sanità pubblica, adesso vorremmo che anche noi non fossimo dimenticati. Le misure del governo hanno portato ottimi risultati fino ad ora. Non basterebbe, dunque, aiutarci a tornare a casa, rispettando la quarantena e permettendo il monitoraggio del nostro stato di salute per tutelare quello degli altri? Quanto ancora dovremmo aspettare per essere accolti e non respinti?”