Aeroporti, si riparte. Ma non da Comiso. E scoppia il ‘caso’ dei termoscanner

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Aeroporto, nota a Palermo sui fondi
Immagine di repertorio

Sono venticinque gli aeroporti nazionali che tornano a essere operativi. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha firmato con il Ministro della salute, Roberto Speranza, un decreto per razionalizzare il servizio di trasporto aereo.

L’operatività dei servizi è limitata agli aeroporti di Alghero, Ancona, Bari, Bergamo – Orio al Serio, Bologna, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze – Peretola, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Malpensa, Napoli Capodichino, Olbia, Palermo, Pantelleria, Parma, Pescara, Pisa, Roma Ciampino, Roma Fiumicino, Torino, Venezia Tessera e Verona Villafranca.

Comiso e Trapani dovranno aspettare ancora. Comiso dovrebbe ripartire il 14 luglio, ma la Soaco ha “avanzato richiesta di poter anticipare la riapertura dello scalo comisano dal 22 giugno, in virtù dei voli schedulati dalle compagnie aeree a partire da quella data”.

Scoppia, intanto, la polemica sui termoscanner. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, su Rai1 ha manifestato preoccupazione dopo che il governo nazionale “ha scritto che non potrà più assicurare i controlli attraverso i termoscanner negli aeroporti. Domani porremo la questione».

Musumeci interviene sulla questione dei voli da e per la Sicilia:

“Gli scali minori rimangono abbandonati da Alitalia, e ciò non è possibile di fronte alla partita del turismo, come accade per Trapani-Birgi. Un volo da Catania a Milano non può costare 600 euro. Non ci muoviamo con l’aereo per turismo o shopping, ma siamo costretti a farlo per non trascorrere 22 ore in treno. Basterebbe fissare una tariffa unica per Milano o per Roma”.