Ha preso il via il festival “L’ingegnere di Babele” promosso dalla fondazione Bufalino

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Una Sicilia iconica, di un tempo, tra racconti, storie, usanze in una Comiso d’annata, indimenticata. Una girandola di personaggi che si rincorrono tra loro dando forza e voce alla parola di Gesualdo Bufalino e ai ricordi del suo paese che, prima sul libro e poi nella trasposizione teatrale, diventano immortali.

Il festival “L’ingegnere di Babele”, promosso dalla Fondazione Gesualdo Bufalino, ha portato in scena la prima dello spettacolo teatrale “Museo d’ombre. Reloaded” presentato insieme a Spazio Naselli. Sabato sera si è svolto il primo appuntamento della manifestazione che, fino al 13 novembre, propone una serie di incontri tra teatro, fotografia, arte, letteratura con ospiti di fama nazionale.

Si guarda ai linguaggi che cambiano nell’era della mutazione. Il tentativo della Fondazione di non fossilizzarsi e di guardare agli ambiti futuri, nella transizione digitale, ma partendo sempre dalla parola. Da quella del famoso scrittore comisano ma anche altre voci di cui occuparsi in un percorso di crescita culturale. Lo spettacolo di sabato, con la regia di Giampiero Romania, che ha diretto gli attori Giovanni Arezzo, Anita Indigeno e Alessandro Romano, ha offerto al pubblico un’analisi dell’opera “Museo d’ombre” di Bufalino tradotta in linguaggio teatrale. Personaggi, luoghi, memorie di una Comiso di ricordi di cui ammalarsi e al tempo stesso curarsi, come sosteneva l’autore, che Romania esalta con una messa in scena circolare e volutamente minimale dove i pochi oggetti presenti, per lo più scatole di cartone, sono manovrate dagli attori e trasformate facilmente in strade, piazze, campagne, botteghe, carretti, perfino in cavalli e treni d’epoca. Tutto intorno c’è il pubblico che segue l’evolversi dello spettacolo mentre macchine del vento riportano verso il cielo la pioggia di lustrini che poco prima era stata lanciata dallo scrigno di uno dei personaggi. I tre attori, a volte anche narratori oltre che fedeli interpreti, sono vestiti di bianco ma la forza della parola e le loro straordinarie doti interpretative permettono agli spettatori di vederli di volta in volta con altri costumi, incastonati in scenografie costruite nella mente di ciascuno, mentre luci e musica completano il racconto.

Un successo che ha portato la Fondazione a riprogrammare, a grande richiesta, una replica per il prossimo 7 ottobre (prenotazioni già attive al numero 0932 712273) mentre il secondo appuntamento de “L’ingegnere di Babele” è in programma per domenica 3 ottobre con “Mondi lontanissimi”, il concerto-spettacolo eseguito dall’ensemble “Omaggio a Franco Battiato” che proporrà allo spettatore in chiave teatrale-musicale un viaggio tra un’antologia di testi e musiche dello straordinario cantautore siciliano Franco Battiato. Un ricordo del cantautore che proprio nella Fondazione aveva tenuto una sua mostra di quadri.

“Al centro di tutto c’è sempre la parola ma anche i linguaggi, siano essi artistici, grafici, poetici, musicali o della drammaturgia come per questo primo appuntamento – spiega Giuseppe Digiacomo, presidente della Fondazione Bufalino – Con “L’ingegnere di Babele” vogliamo indagarli tutti perché Bufalino era un uomo dal multiforme ingegno e dalla voracità culturale immensa. In questo modo crediamo di dare un forte contributo alla valorizzazione del grande scrittore comisano ma anche contemporaneamente diamo la possibilità di ritornare in presenza, il gusto di ritrovarsi, sempre in sicurezza, nutrendo con la culturale le nostre anime in questi tempi particolarmente difficili”.

Una valorizzazione delle opere di Bufalino che passa appunto anche dalla non semplice trasposizione dell’opera attraverso un linguaggio teatrale. Un’operazione di cui parla il regista Giampiero Romania: “Portare in scena un testo non è mai una cosa facile, soprattutto un testo come quello di Bufalino, che è talmente alto, compiuto, per certi versi difficile da penetrare. Ma partendo proprio da questi aspetti, da questa bellezza letteraria, siamo riusciti ad avvicinarci e a trattarlo con grandissimo rispetto, senza dimenticare il gioco del teatro. Un testo difficile, quello di “Museo d’ombre”, strettamente legato alla sua città, al suo mondo, riservato e chiuso, ma proprio questi aspetti, nella trasposizione teatrale, ci hanno aiutato a valorizzarlo ulteriormente”.

Tutti gli eventi de “L’ingegnere di Babele” si svolgono a Comiso, presso la Fondazione Gesualdo Bufalino, in Piazza delle Erbe 13. L’ingresso agli eventi è gratuito, si accede con prenotazione e green pass. La manifestazione ha contributo del
Comune di Comiso, dell’Assemblea Regionale Siciliana, dell’Assessorato Regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana. Info su www.fondazionebufalino.it